Dopo che, l’11 ottobre 2026, la CPS-N ha iniziato la deliberazione sul finanziamento delle uscite per gli armamenti, con 17 voti contro 8 ha ora deciso l’entrata in materia sull’oggetto 26.051, dopo aver chiarito diverse questioni, riguardanti segnatamente la conciliabilità del fondo con il freno all’indebitamento, e dopo aver esaminato un corapporto della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale. La maggioranza della Commissione è convinta che un finanziamento supplementare per gli acquisti dell’esercito sia indispensabile e urgente alla luce del peggioramento della situazione di sicurezza a livello globale e dei rischi che ne conseguono per la Svizzera. La minoranza è dell’avviso che prima di creare un simile fondo occorre trarre i necessari insegnamenti dai problemi sorti con gli acquisti passati e presenti di armamenti. Sostiene inoltre che il progetto si spinge molto oltre l’aumento già deciso delle uscite per la sicurezza all’1 per cento del PIL e un volume maggiore di armamenti non si traduce necessariamente in maggiore sicurezza.
Dopo aver trattato oltre 40 proposte, la CPS-N chiede alla propria Camera di allinearsi al Consiglio degli Stati per quanto riguarda la creazione di un fondo per la sicurezza e la difesa di una durata di 18 anni e per un volume complessivo di 24 miliardi di franchi. La CPS-N ha respinto tuttavia fermamente un finanziamento del fondo tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), poiché non ritiene che un simile incremento sia in grado di ottenere il consenso della maggioranza. Secondo la CPS-N, tale fondo va finanziato come segue:
- per un terzo da crediti a preventivo della Confederazione non esauriti (ca. fr. 330 mio. all’anno)
- da risparmi sulle uscite della Confederazione, segnatamente nel settore della cooperazione internazionale, pari a 200 milioni di franchi all’anno;
- da un deposito a destinazione vincolata di 400 milioni di franchi all’anno dalle attuali entrate provenienti dall’IVA;
- da una parte della quota dei Cantoni alle entrate provenienti dall’imposta federale diretta (fr. 400 mio.).
La Commissione propone infine che il debito del fondo costituito da mutui di tesoreria possa ammontare complessivamente al massimo a 6 miliardi di franchi e non, come previsto dal Consiglio degli Stati, a 12 miliardi di franchi. Di conseguenza, questo importo massimo dev’essere ridotto, a partire dall’ottavo anno dopo l’entrata in vigore della legge, di 600 milioni l’anno invece di 1,2 miliardi. Tutte le altre proposte sono state respinte. Nell’ambito della deliberazione di dettaglio, all’inizio sono state pure respinte cinque proposte che volevano rinviare al Consiglio federale il progetto per rielaborazione, quattro di esse con 17 voti contro 8 e una con 16 voti contro 9.
Nella votazione sul complesso la CPS-N ha approvato questo piano di finanziamento, che formalmente è suddiviso in un disegno 3 «legge sul fondo per la sicurezza» e in un disegno 4 «decreto federale sul finanziamento dell’esercito negli anni 2028-2045», con 15 voti contro 9. Al riguardo la Commissione ha precisato, con 12 voti contro 2 e 11 astensioni, che il disegno 4 avrà validità soltanto se entrerà in vigore la legge sul fondo per la sicurezza. La maggioranza della Commissione ritiene questo concetto un’alternativa concreta e fattibile, sul piano politico-finanziario, al finanziamento del fondo che non necessita di un aumento dell’IVA. La minoranza della Commissione è dell’avviso che questo concetto di finanziamento incrementi molto sensibilmente la pressione sulle uscite non vincolate della Confederazione e produrrà una certa resistenza anche da parte dei Cantoni. In particolare, essa non condivide la riduzione delle risorse a favore della cooperazione internazionale.
Il progetto sarà trattato dal Consiglio nazionale nella sessione invernale.
Aumento della partecipazione al Fondo europeo per la gestione delle frontiere e la politica dei visti (BMVI)
La CPS-N propone, con 16 voti contro 9, di approvare lo scambio di note tra la Svizzera e l’Unione europea (UE) sullo sviluppo dell’acquis di Schengen (26.048). Dato che l’UE ha aumentato il fondo BMVI di 1 miliardo di euro, anche il contributo svizzero aumenterà fino al 2027. Secondo le più recenti stime del DFGP l’aumento del contributo svizzero ammonterà presumibilmente a circa 4 milioni di franchi, invece dei 23 milioni di franchi inizialmente pronosticati. La maggioranza della Commissione ritiene un aumento della partecipazione svizzera al fondo BMVI ragionevole e necessaria e vi riconosce anche un segno di solidarietà, dato che questo fondo sosterrà quegli Stati dello spazio Schengen che si assumono ingenti costi per la protezione delle frontiere esterne di Schengen. La minoranza respinge l’incremento del contributo svizzero, ritenendo che le frontiere esterne di Schengen siano troppo permeabili e preferendo impiegare le risorse supplementari per intensificare la sorveglianza ai confini svizzeri.
Quest’oggetto sarà presumibilmente trattato dal Consiglio nazionale nella sessione invernale.
Istituzione di un servizio di notifica per avvistamenti di droni nei pressi di infrastrutture militari e critiche
Con 15 voti contro 9, la CPS-N presenta una mozione (26.4716) che incarica il Consiglio federale di istituire un servizio di notifica per avvistamenti di droni nei pressi di infrastrutture militari e critiche. La maggioranza è del parere che, visto il crescente diffondersi di avvistamenti di droni in zone sensibili, vi è la necessità urgente di agire e di coordinare le entità coinvolte. Una minoranza reputa che un simile servizio di notifica rappresenti un inutile onere aggiuntivo a livello burocratico e di personale e che la constatazione di attività di droni rilevanti per la sicurezza deve avvenire ricorrendo ai servizi esistenti.
Respinto il divieto del movimento «Antifa»
La Commissione si è inoltre occupata di un possibile divieto del movimento «Antifa». Con 24 voti contro 0 e 1 astensione raccomanda alla propria Camera di respingere le mozioni 25.4602 Quadri e 25.4724 Burgherr e il postulato 25.4470 Glarner, che intendono incaricare il Consiglio federale di vietare il movimento «Antifa» o di esaminarne l’eventuale divieto. La Commissione sostiene un controllo severo dell’estremismo violento nel quadro della revisione della legge federale sulle attività informative (LAIn). Tuttavia, visto che il movimento «Antifa» comprende un ampio ventaglio di opinioni e forme di azione differenti, che non sono tutte violente, un suo divieto non appare sostenibile dal punto di vista giuridico.
Considerazione dei rischi di dipendenza nell’aggiudicazione di mandati digitali critici
Con 16 voti contro 5 e 2 astensioni la CPS-N ha depositato una mozione (26.4717) con la quale intende incaricare il Consiglio federale di adottare misure operative volte a integrare sistematicamente nei criteri di aggiudicazione di mandati digitali i rischi di dipendenze tecnologiche, operative e giuridiche che possano pregiudicare la capacità di agire dello Stato. La Commissione riconosce che le dipendenze digitali non rappresentano soltanto un rischio tecnologico o economico, ma che sono diventate una questione di sicurezza nazionale, motivo per cui ritiene opportuna la propria mozione.
La CPS-N è inoltre stata informata sulla situazione attuale nel Vicino Oriente e sullo sviluppo della guerra in Ucraina.
Presieduta dalla consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR, VD), la Commissione si è riunita a Berna il 2 e il 3 novembre 2026. A parte della seduta erano presenti i consiglieri federali Martin Pfister, capo del DDPS, e Beat Jans, capo del DFGP.