La CSSS-S ha discusso con una delegazione della Conferenza dei governi cantonali (CdC) e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) dei costi e benefici, del campo di applicazione e dei meccanismi dell’accordo sulla sanità nella parte relativa allo sviluppo del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III; 26.023). La Commissione ha preso atto del sostegno dei Cantoni al nuovo accordo. Poiché l’accordo si limita alla sicurezza sanitaria, i Cantoni non prevedono un trasferimento di competenze nel settore sanitario, in cui le competenze sono ampiamente cantonali. Data la natura tecnica dell’accordo, l’attuazione a livello nazionale si limita inoltre a adeguamenti a livello di ordinanza e a regolamentazioni delle modalità di coinvolgimento del Parlamento nell’ambito delle disposizioni istituzionali e del processo decisionale. La partecipazione dei Cantoni alla cooperazione con l’UE è buona e verrà ulteriormente rafforzata.
Grazie all’accordo sulla sanità, la Svizzera ottiene l’accesso ai meccanismi di sicurezza sanitaria dell’UE e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), nonché la possibilità di partecipare, se lo desidera, al programma pluriennale dell’UE per la salute. Un’estensione del campo di applicazione dell’accordo ad altri temi, come la mobilità dei pazienti, dovrebbe seguire il regolare processo democratico di approvazione di un accordo di diritto internazionale. Gli elementi istituzionali dell’accordo sono volti a garantirne l’attuazione sempre aggiornata in caso di crisi sanitarie e sono chiaramente distinti da quelli degli accordi sul mercato interno. Nella decisione di eventuali misure di lotta contro le malattie trasmissibili, la Svizzera mantiene la sua piena sovranità; all’ECDC non è conferito alcun potere decisionale o esecutivo nei confronti della Svizzera.
La Commissione si è informata sugli oneri di attuazione dell’accordo e sul concreto valore aggiunto per la Svizzera. La sorveglianza d’altri agenti patogeni potrebbe implicare un certo onere supplementare per i Cantoni e i fornitori di prestazioni, ma la Svizzera beneficerebbe dell’accesso ai dati epidemiologici aggiornati dei Paesi confinanti e alle conoscenze dell’ECDC. Ha incaricato l’Amministrazione di effettuare ulteriori chiarimenti e proseguirà l’esame nella sua prossima seduta.
Presieduta dal consigliere agli Stati Hannes Germann (UDC, SH), la Commissione si è riunita a Berna il 30 e il 31 marzo 2026. A parte della seduta era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.