La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) si è allineata alla sua omologa del Consiglio degli Stati e, all’unanimità, propone alla sua Camera di approvare il decreto federale per il passaggio del Comune di Moutier dal Cantone di Berna al Cantone del Giura. La CIP-N è anche dell’avviso che le questioni concernenti la perequazione finanziaria non debbano essere disciplinate in tale decreto di approvazione.

Nella votazione popolare del 22 settembre 2024 gli elettori dei due Cantoni interessati hanno approvato il passaggio del Comune di Moutier dal Cantone di Berna al Cantone del Giura. L’ultimo passo per poter concludere questo lungo processo di importanza storica è rappresentato dall’approvazione dell’Assemblea federale (24.083). Come la sua Commissione omologa del Consiglio degli Stati, anche la CIP-N ritiene che i requisiti della Costituzione federale per una modifica territoriale tra i Cantoni siano soddisfatti e, all’unanimità, propone alla propria Camera di approvare il relativo decreto. Se nella sessione primaverile entrambe le Camere si esprimeranno a favore dell’approvazione, si potrà procedere al cambiamento di Cantone il 1° gennaio 2026.

Con 17 voti contro 6 e 2 astensioni la Commissione si è opposta alla proposta di disciplinare in questo decreto anche il fatto che i dati del Comune di Moutier fossero considerati già dall’inizio del cambiamento di Cantone per il calcolo della perequazione finanziaria, in deroga a quanto era stato stabilito nel concordato tra i Cantoni di Berna e del Giura. Analogamente alla Commissione omologa del Consiglio degli Stati, la CIP-N ritiene che ciò dovrebbe invece avvenire attraverso una procedura ordinaria di modifica delle norme concernenti la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri. Pertanto, con 19 voti contro 1 e 5 astensioni, la Commissione ha deciso di informare la Commissione delle finanze (CdF), competente in materia, in merito alle proprie riflessioni. Spetterà quindi a quest’ultima valutare la necessità di intervento.

Via libera alla digitalizzazione della procedura di rilascio dei visti Schengen

Secondo un nuovo regolamento dell’UE, in futuro una domanda di visto Schengen dovrà essere depositata su una piattaforma elettronica europea, ancora da sviluppare e introdurre. I visti saranno rilasciati in forma digitale e sostituiranno i visti adesivi in forma cartacea. Per essere applicabili, talune disposizioni di questo sviluppo dell’acquis di Schengen dovranno essere trasposte nel diritto svizzero, il che richiede una modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI) (24.087).

Con 15 voti contro 9 la Commissione è entrata in materia e ha approvato lo scambio di note e la modifica della LStrI, dicendosi soddisfatta in particolare delle semplificazioni che la digitalizzazione della procedura apporterà per le persone e le autorità.

Sicurezza nei centri d’asilo della Confederazione: procedura di appianamento delle divergenze

Durante l’appianamento delle divergenze nel progetto 24.038, che intende migliorare la sicurezza nei centri federali d’asilo, la Commissione propone alla sua Camera di mantenere tre divergenze rispetto al Consiglio degli Stati e di allinearsi a quest’ultimo in due casi. Le discussioni sono state incentrate in particolare sulle misure disciplinari che possono essere prese nei confronti delle persone residenti nei centri. Per quanto concerne il tempo massimo per cui i residenti possono essere esclusi dai locali comuni, con 16 voti contro 8 la CIP-N propone di mantenere una durata di 3 giorni come già deciso dal Consiglio nazionale e diversamente dalla decisione del Consiglio degli Stati, che chiede 10 giorni. La Commissione ha anche respinto rispettivamente con 13 voti contro 9 e 3 astensioni e con 15 voti contro 9 delle proposte volte a introdurre la possibilità di emanare un divieto di uscita o di procedere a un fermo di 10 giorni. Inoltre la Commissione propone di ribadire la posizione del Consiglio nazionale in merito alle possibilità di ricorso contro le misure disciplinari.

Facilitare l’ottenimento di un permesso di dimora per i beneficiari dello statuto S che esercitano un’attività lucrativa

Con 13 voti contro 11 e 1 astensione la CIP-N ha dato seguito all’iniziativa parlamentare Nause 24.412 n «Facilitare l’integrazione e acquisire manodopera qualificata!». L’iniziativa propone di accordare un permesso di dimora già dopo tre anni (contro i cinque attuali) ai rifugiati ucraini che esercitano un’attività lucrativa. Nonostante lo statuto S sia concepito come uno statuto orientato al ritorno, la Commissione ritiene importante poter offrire una prospettiva alle persone ben integrate e ai datori di lavoro; in tal modo aumenterebbe il tasso di occupazione che, ricorda, sfiora attualmente il 30 per cento in Svizzera (l’obiettivo del Consiglio federale era di raggiungere il 40 % alla fine del 2024). Se la Commissione omologa del Consiglio degli Stati dovesse aderire a questa decisione, andrebbero esaminati ancora diversi aspetti; occorrerebbe ad esempio definire il concetto di «attività lucrativa».

L’aiuto sociale per le persone ammesse provvisoriamente deve rimanere inferiore a quello della popolazione svizzera

Con 13 voti contro 10 e 1 astensione la CIP-N propone alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa parlamentare del Gruppo socialista 24.433 n «No a un aiuto sociale ridotto per i rifugiati con statuto F e S». A titolo generale, la maggioranza della Commissione ritiene che sarebbe difficilmente giustificabile trattare alla stessa stregua la popolazione svizzera e le persone che non hanno alcun diritto di dimora in Svizzera. Essa sottolinea inoltre l’effetto di richiamo (pull effect) che una simile misura potrebbe suscitare nei Paesi d’origine, come pure l’incitamento per le persone che si trovano già in Svizzera. Infine, la Commissione rammenta il già precario stato delle finanze pubbliche.

Una minoranza della Commissione propone di dare seguito all’iniziativa parlamentare, evidenziando sia l’importanza di poter beneficiare di un reddito minimo per vivere con dignità sia l’impatto che la precarietà ha mostrato di avere sul tasso di criminalità.

Disciplinare in modo esaustivo nella legge i motivi dell’ammissione provvisoria

Con 14 voti contro 11 la Commissione ha dato seguito all’iniziativa parlamentare Rutz 24.438 n «Ammissione provvisoria come misura sostitutiva in caso di espulsione o allontanamento ineseguibile. Per una definizione chiara di inesigibilità». Essa ricorda che l’ammissione provvisoria è una misura sostitutiva ordinata quando la domanda d’asilo è stata respinta ma l’allontanamento non può essere eseguito, in particolare quando lo stesso «non è ragionevolmente esigibile». La Commissione ritiene che i motivi per i quali un allontanamento «non è ragionevolmente esigibile» (ossia in caso di guerra) dovrebbero essere definiti in modo esaustivo nella legge, senza ammettere, per esempio, motivi d’ordine puramente economico.

La Commissione intende mantenere lo statuto di protezione S

La CIP-N si è pronunciata, con 14 voti contro 9 e 1 astensione, a favore del mantenimento dello statuto di protezione S per i cittadini ucraini. Propone quindi alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa del Cantone di San Gallo 24.313 «Lotta agli abusi mediante la soppressione dello statuto S per i richiedenti l’asilo provenienti dall’Ucraina». Consapevole dei problemi riscontrati dai Cantoni nell’ambito dell’accoglienza e dell’integrazione delle persone provenienti dall’Ucraina, la Commissione ricorda comunque che nella sessione invernale 2024 il Parlamento ha accolto due mozioni per sostenerli in questo senso (24.3035; 24.3022).

A favore della riduzione del numero delle commissioni extraparlamentari

Con 15 voti contro 8 e 2 astensioni la Commissione ha deciso di presentare una mozione (25.3018) che incarica il Consiglio federale di presentare all’Assemblea federale entro dicembre 2026 una strategia che illustri le possibilità di ridurre di almeno un quarto il numero delle commissioni extraparlamentari per la prossima legislatura. Prendendo atto del rapporto del Consiglio federale sul rinnovo integrale delle commissioni extraparlamentari, la Commissione ha constatato che sono stati fatti e si stanno tuttora facendo sforzi per ridurre il numero di tali commissioni. Per una riduzione significativa non è tuttavia sufficiente sciogliere commissioni in modo isolato, bensì è necessaria una verifica sistematica. La minoranza ritiene che questa mozione sfondi una porta aperta poiché si stanno già intraprendendo sforzi in tal senso.

Nessuna suddivisione della Svizzera in regioni invece che Cantoni

Come il Consiglio degli Stati, anche la CIP-N non vede alcuna necessità di suddividere la Svizzera in 10 regioni abolendo i 26 Cantoni, come richiesto da una petizione (22.2018). La richiesta di attuare la petizione attraverso un postulato che chiedesse al Consiglio federale di illustrare in un rapporto i vantaggi e gli svantaggi economici di una riforma territoriale è stata respinta con 19 voti contro 6.

Presieduta dalla consigliera nazionale Greta Gysin (G, TI), la Commissione si è riunita a Berna l’30 e il 31 gennaio 2025.

​