La mozione Stark chiede che le domande di permesso di dimora per motivi inerenti a casi di rigore non possano essere presentate già dopo cinque anni, ma al più presto dopo dieci anni. Ne sarebbero interessate le persone ammesse provvisoriamente nonché quelle con un permesso N o prive di uno statuto di soggiorno regolamentato.
La Commissione si è occupata in modo approfondito della questione e ha svolto al riguardo audizioni con rappresentanti dei Cantoni, dei Comuni e delle Città. Condivide l’idea della necessità di adeguare i termini applicabili a determinate categorie di permesso di soggiorno. Al contempo, ritiene che la mozione nella sua formulazione originale si spinga troppo in là e avrebbe effetti contrari nel caso di persone ammesse provvisoriamente. Chiede pertanto la seguente differenziazione per quanto riguarda i termini per diversi gruppi di persone: i sans-papiers devono poter presentare una domanda per casi di rigore al più presto dopo dieci anni di soggiorno in Svizzera, i richiedenti l’asilo e le persone con una domanda di asilo respinta o ritirata lo possono fare al più presto dopo otto anni.
Per contro, la Commissione reputa appropriata la normativa in essere (cinque anni) applicabile alle persone ammesse provvisoriamente. La possibilità di presentare una domanda per casi di rigore rappresenta per loro un incentivo importante a integrarsi rapidamente. Prolungare il termine per questo gruppo di persone rischierebbe di complicare l’integrazione, nonostante sia comprovata la loro permanenza prolungata sul territorio nazionale.
Da ultimo, la Commissione osserva che, anche dopo la scadenza dei termini menzionati, non sussiste alcun diritto al rilascio di un permesso di dimora.
In una prima votazione, 13 membri della Commissione hanno votato a favore della versione modificata e 12 a favore della versione originale della mozione Stark. In una seconda votazione, la Commissione ha accolto la versione modificata con 14 voti contro 7 e 4 astensioni.
Integrazione di persone con statuto di protezione S
L’iniziativa parlamentare «Facilitare l’integrazione e acquisire manodopera qualificata!» presentata dal consigliere nazionale Reto Nause (24.412) chiede di migliorare l’integrazione professionale di persone con cittadinanza ucraina che beneficiano dello statuto di protezione S, rilasciando loro dopo tre anni, invece di cinque, un permesso di dimora, sempreché esercitino un’attività lucrativa.
Dopo che a gennaio 2025 aveva dato seguito all’iniziativa, con 23 voti [contro 0] e 2 astensioni la Commissione si allinea ora alla sua commissione omologa e propone alla propria Camera di non dare seguito all’iniziativa. Nel 2027, circa 46 000 persone con statuto di protezione S giungeranno al termine dei cinque anni. Nell’ambito della Strategia in materia d’asilo 2027, alla Segreteria di Stato della migrazione è stato conferito l’incarico di elaborare una normativa chiara per l’abrogazione o la sostituzione dello statuto di protezione S e il passaggio allo statuto B dopo cinque anni. La Commissione reputa pertanto inutile dare seguito a questa iniziativa parlamentare, dato che i lavori sono iniziati e nella primavera del 2027 verrà presentata una soluzione. Essa sottolinea tuttavia l’importanza di promuovere l’integrazione di queste persone e di continuare ad aumentare la quota di quelle che esercitano un’attività lucrativa.
Anche la Commissione del Consiglio nazionale intende ripristinare la finalità originaria delle sessioni straordinarie
La CIP-N concorda con la sua commissione omologa del Consiglio degli Stati che, negli ultimi tempi, lo strumento della sessione straordinaria è stato utilizzato in modo improprio, nel senso che nell’ambito di ogni sessione si svolgono sessioni straordinarie. In realtà, lo scopo di tale strumento è consentire all’Assemblea federale di riunirsi tra le sessioni per decidere su casi urgenti, qualora lo richieda un quarto dei membri di una delle due Camere. Con 15 voti contro 9 la Commissione ha perciò approvato la decisione della sua commissione omologa di dare seguito all’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Zopfi (25.410), in virtù della quale il fatto che mozioni di ugual tenore siano state presentate da parlamentari o da gruppi in entrambe le Camere in futuro non sarà più una condizione sufficiente per convocare una sessione straordinaria. A titolo di compensazione, con 22 voti contro 2 la Commissione propone di ridurre il quorum per lo svolgimento di un dibattito d’attualità. Dovrebbe così essere più facile per il Consiglio nazionale condurre una discussione generale su un tema d’attualità durante una sessione ordinaria.
I relatori in Parlamento meritano la loro indennità supplementare
I relatori delle commissioni parlamentari in seno alla Camera devono continuare a percepire un’indennità supplementare, pari alla metà della diaria, per la preparazione di relazioni. Con, rispettivamente, 17 voti contro 8 e 13 voti contro 1 e 1 astensione, la Commissione si pronuncia contro le due iniziative parlamentari dei consiglieri nazionali Thomas Burgherr e Andreas Glarner (25.432/25.445), che chiedono di abolire questa indennità, anche se l’iniziativa del consigliere nazionale Glarner prevede comunque delle eccezioni. La presentazione di una relazione in seno alla Camera comporta talvolta un onere considerevole. Se si revocasse l’indennità, i parlamentari più impegnati verrebbero penalizzati.
Nessun obbligo giuridico aggiuntivo per il Consiglio federale e l’Amministrazione di fornire informazioni complete e veritiere al Parlamento
La Commissione è dell’avviso che nella legge sul Parlamento gli obblighi d’informazione del Consiglio federale e dell’Amministrazione nei confronti del Parlamento e delle sue commissioni siano disciplinati in modo differenziato e in misura sufficiente. Reputa pertanto superflua l’integrazione degli articoli 7 e 150, in virtù della quale il Consiglio federale e l’Amministrazione sarebbero tenuti espressamente a fornire informazioni complete e veritiere al Parlamento e alle sue commissioni, chiesta dal consigliere nazionale Fabian Molina con la sua iniziativa parlamentare (25.474). La Commissione si esprime contro l’iniziativa con 14 voti contro 7. Riconosce che ci possono essere state situazioni insoddisfacenti, ma ritiene che l’introduzione di disposizioni legali sarebbe di poco aiuto in siffatte situazioni. Piuttosto che crearne di nuove, ha più senso attuare le norme esistenti.
Ulteriori temi legati alla politica migratoria:
La Commissione ha trattato il disegno relativo all’adempimento dell’iniziativa parlamentare 24.438 presentata dal consigliere nazionale Rutz Gregor «Ammissione provvisoria come misura sostitutiva in caso di espulsione o allontanamento ineseguibile. Per una definizione chiara di inesigibilità» Alla fine della prossima settimana il disegno sarà pubblicato e posto in consultazione.
Con 14 voti contro 8 e 1 astensione, la Commissione respinge l’iniziativa parlamentare presentata dal consigliere nazionale Strupler «Uguali diritti e doveri per tutti – nessuna doppia cittadinanza in caso di naturalizzazione» (25.459). L’iniziativa chiede che in Svizzera in caso di naturalizzazione in futuro non sia più possibile disporre di una doppia cittadinanza.
La Commissione è inoltre stata informata dal capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia nonché da rappresentanti dei Cantoni e dei Comuni in merito alla Strategia in materia d’asilo 2027 adottata da Confederazione, Cantoni e città. Da una prima discussione è emersa la necessità di perfezionare il sistema attuale, in particolare per quanto riguarda la capacità di reagire alle fluttuazioni, il trattamento delle domande pendenti, il coordinamento della collaborazione e la ripartizione degli oneri tra i livelli statali. La Commissione riprenderà la discussione in un secondo momento.
Presieduta dalla consigliera nazionale Nina Schläfli (S, TG), la Commissione si è riunita a Berna il 26 e il 27 febbraio 2026.