La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) si è occupata della delocalizzazione all’estero delle procedure d’asilo e dell’esecuzione degli allontanamenti. È favorevole sia a che l’Italia riprenda in carico i casi di sua competenza in virtù del regolamento Dublino (mozione Müller Damian 26.3185), sia a che vengano create le condizioni necessarie per consentire alla Svizzera di partecipare a centri di rimpatrio all’estero (mozione Gössi 26.3244).

La questione se e in quale misura le procedure d’asilo e l’esecuzione degli allontanamenti possano essere svolte all’estero occupa da tempo il Parlamento. Nella seduta di venerdì scorso, la CIP-N ha esaminato tre affari su questo tema. Da un lato, ha preso atto del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Caroni «Procedure d’asilo ed esecuzione degli allontanamenti all’estero. Analisi della situazione» (23.4490), nel quale il Consiglio federale spiega che questa soluzione è, in linea di principio, possibile, ma soltanto a complemento delle procedure svolte in Svizzera e che pone requisiti elevati sotto il profilo giuridico, economico e pratico.

Dall’altro, ha esaminato due mozioni. La mozione Müller Damian «Trasferire in Albania i casi Dublino italiani» (26.3185) mira a fare sì che le persone che devono essere trasferite dalla Svizzera all’Italia in virtù del regolamento Dublino vengano collocate nei centri di accoglienza che quest’ultima gestisce in Albania. La Commissione si è espressa all’unanimità a favore dell’adozione del punto 1 della mozione. Gli altri due punti sono invece stati entrambi respinti con 13 voti contro 12.

La Commissione è unanime nel ritenere che si debba continuare a cercare di persuadere l’Italia a riprendere in carico i casi Dublino di sua competenza. Accogliendo il punto 1 della mozione, intende sostenere gli sforzi del Consiglio federale, che ha già avviato negoziati in tal senso. La maggioranza della Commissione respinge i punti 2 e 3 della mozione, poiché il modello adottato dall’Italia per delocalizzare all’estero le procedure d’asilo e l’esecuzione degli allontanamenti, non soltanto si è rivelato molto costoso e non ha prodotto i risultati attesi, ma si scontra anche con la posizione dell’Albania, che si oppone esplicitamente a un’estensione di tale modello ad altri Stati. Qualora questi presupposti dovessero cambiare, una partecipazione della Svizzera potrebbe comunque essere riesaminata. La minoranza ritiene che il nostro Paese debba prendere in considerazione tutte le nuove soluzioni che appaiono praticabili per ridurre il numero dei richiedenti l’asilo.

Con 15 voti contro 10 la Commissione ha accolto la mozione Gössi «Partecipazione svizzera a progetti per “return hub”» (26.3244) che chiede che la Svizzera partecipi a centri di rimpatrio allestiti all’estero. Secondo la maggioranza, tali strutture esercitano un effetto deterrente e consentono ai richiedenti l’asilo la cui domanda è stata respinta di attendere in Stati terzi anziché in Svizzera il rimpatrio nel proprio Paese d’origine.

La minoranza nutre invece dubbi in merito alla possibilità di garantire adeguatamente nei centri di rimpatrio i diritti fondamentali di persone particolarmente vulnerabili. Ritiene inoltre prematuro incaricare già oggi il Consiglio federale di partecipare a tali progetti, dal momento che non è ancora stato dimostrato né che essi siano realmente efficaci né che possano essere gestiti a costi ragionevoli.

Egitto, Algeria, Marocco e Tunisia nell’elen​co degli Stati d’origine e di provenienza sicuri

Nel corso della deliberazione sulla mozione 26.3407 «Ampliare l’elenco degli Stati d’origine o di provenienza sicuri», presentata dal consigliere agli Stati Schwander, con 16 voti contro 9 la Commissione ha deciso di inserire Egitto, Algeria, Marocco e Tunisia nell’elenco degli Stati d’origine e di provenienza sicuri. A suo avviso, poiché nel febbraio 2026 l’Unione europea ha dichiarato l’Egitto, il Marocco e la Tunisia come Stati d’origine e di provenienza sicuri, anche la Svizzera può considerarli sicuri. Con 13 voti contro 12 la Commissione è tuttavia contraria a integrare nell’elenco la Turchia. Nella sessione estiva 2026 il Consiglio nazionale ha adottato la medesima decisione in merito alla mozione 26.3067, di uguale tenore.

Portare avanti l’attuazione della strategia in m​ateria d’asilo 2027

La mozione 25.4278 «Priorità assoluta al pacchetto di misure per accelerare le procedure nel settore dell’asilo» del consigliere agli Stati Benedikt Würth chiede di attuare in via prioritaria la mozione 24.4271 «Pacchetto di misure per l’accelerazione delle procedure nel settore dell’asilo» della CdF-S, trasmessa al Consiglio federale, e di rinviare la strategia in materia d’asilo. La Commissione constata che i lavori di attuazione della strategia in materia d’asilo 2027, elaborata congiuntamente da Confederazione, Cantoni, Città e Comuni, stanno proseguendo e che molto è stato raggiunto da quando la mozione è stata presentata. Sostiene il percorso intrapreso verso la strategia in materia d’asilo, intesa a migliorare e sviluppare ulteriormente il sistema d’asilo svizzero. Alla Commissione preme tuttavia che i lavori per accelerare le procedure di asilo procedano rapidamente. Per questi motivi, con 16 voti contro 8 la Commissione ha deciso di sostenere la mozione e di modificarla in modo che gli adeguamenti legislativi necessari per attuare le richieste della mozione 24.4271 nell’ambito dell’attuazione della strategia in materia d’asilo vengano sottoposti al Parlamento al più tardi entro agosto 2027.

Presieduta dalla consigliera nazionale Nina Schläfli (S, TG), la Commissione si è riunita a Berna il 22 e il 23 ottobre 2026.

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