Nella sessione autunnale scorsa il Consiglio degli Stati ha approvato con 27 voti contro 12 una modifica della Costituzione secondo cui i trattati internazionali che contengono disposizioni di rango costituzionale o la cui attuazione esige una modifica della Costituzione federale debbano essere sottoposti obbligatoriamente al voto di Popolo e Cantoni (20.016 s Referendum obbligatorio per trattati internazionali a carattere costituzionale. Modifica dell’art. 140 della Costituzione federale).
Tuttavia, nel maggio di quest’anno il Consiglio nazionale, con 140 voti contro 50, non è entrato in materia nel disegno di modifica costituzionale, motivando la sua decisione con il fatto che non era possibile definire in modo sufficientemente chiaro quali trattati debbano essere sottoposti a referendum.
La CIP del Consiglio degli Stati ha ora deciso, con 9 voti contro 2 e 1 astensione, di confermare il progetto. Ritiene che spetti al costituente decidere in base a quali principi gli vengono sottoposti per votazione i trattati internazionali. Il progetto rafforzerebbe così la democrazia, lo Stato di diritto e la legittimità dei trattati internazionali. La Commissione si dichiara inoltre aperta a verificare in una deliberazione di dettaglio anche altre formulazioni, segnatamente una clausola generale. A questo scopo potrebbe offrire uno spunto prezioso, ad esempio, la proposta accolta nel 2010 dal Consiglio federale e dal Consiglio nazionale quale possibile controprogetto all’iniziativa popolare «Accordi internazionali: decida il popolo!».
La minoranza della Commissione dubita che si possa trovare una formulazione adeguata e respinge perciò la richiesta.
No a nove consiglieri federali
Il 15 aprile 2021 la CIP del Consiglio nazionale si è pronunciata a favore di un’iniziativa parlamentare presentata dalla consigliera nazionale Nadine Masshardt (S, BE) (19.503 Nove consiglieri federali per rafforzare la concordanza), secondo cui il Consiglio federale dovrebbe essere composto di nove membri. Nella CIP del Consiglio degli Stati la richiesta, con 7 voti contro 3 e 2 astensioni, non ha incontrato il favore della maggioranza. La Commissione constata che la questione è stata trattata approfonditamente appena cinque anni fa e che è stato elaborato un progetto che finora non ha raccolto il sostegno di nessuna maggioranza. A differenza della Commissione del Consiglio nazionale, per la CIP del Consiglio degli Stati la rappresentanza dei diversi partiti, delle regioni linguistiche e dei gruppi della popolazione non sono centrali: il Consiglio federale non è primariamente un organo di rappresentanza. Una riforma del Governo dovrebbe piuttosto avere come obiettivo principale il buon funzionamento dell’organo collegiale.
Controllo dei supporti elettronici di dati nell’ambito delle procedure di asilo e di allontanamento
In adempimento dell’iniziativa parlamentare 17.423 n (Iv. Pa. Rutz Gregor. Obbligo di collaborare dei richiedenti l’asilo e possibilità di controllare i loro cellulari) lo scorso maggio il Consiglio nazionale ha adottato, con 123 voti contro 65, un progetto che modifica la legge sull’asilo e attribuisce alla Segreteria di stato per la migrazione (SEM) competenze più ampie per quanto concerne il controllo dei supporti elettronici di dati in occasione dell’accertamento dell’identità. Ritenendo anch’essa che il trattamento di dati ottenuti grazie a supporti elettronici quali cellulari e tablet sia un metodo efficace per ottenere informazioni sull’identità di una persona, la Commissione ha approvato il progetto con 9 voti contro 3. Una minoranza respinge invece il progetto ritenendolo un’ingerenza sproporzionata nei diritti fondamentali.
Diritto al cambiamento di Cantone e divieto di viaggiare per gli stranieri ammessi provvisoriamente: ritorno al disegno del Consiglio federale
Dopo che il 17 marzo 2021 il Consiglio degli Stati era entrato in materia, con 25 voti contro 14, sul progetto di modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione in materia di cambiamento di Cantone e di divieto di viaggiare per gli stranieri ammessi provvisoriamente (20.063), la Commisssione si è ora occupata della deliberazione di dettaglio. Nel frattempo anche il Consiglio nazionale è entrato in materia, approvando il progetto il 15 giugno 2021 con 132 voti contro 50.
Anche in seno alla CIP-S il divieto per gli stranieri ammessi provvisoriamente di recarsi in Stati terzi è stato oggetto di discussione. L’aggiunta del Consiglio nazionale al disegno del Consiglio federale secondo cui in particolare negli Stati dello spazio Schengen il diritto alla vita familiare dovrebbe essere meno limitato è stata respinta dalla Commissione con 8 voti contro 3 e 1 astensione. La Commissione ritiene infatti che le deroghe al diritto di viaggiare debbano continuare a essere disciplinate a livello di ordinanza e che in questo ambito il legislatore non debba eccedere con le prescrizioni, lasciando al Consiglio federale un certo margine di manovra. La Commissione ritiene inoltre che, in considerazione dell’assicurazione contro la disoccupazione, uno straniero ammesso provvisoriamente che esercita un’attività lucrativa in un altro Cantone debba essere autorizzato a cambiare Cantone soltanto se il rapporto di lavoro sussiste da almeno 12 mesi e non solo da sei mesi come deciso dal Consiglio nazionale a stretta maggioranza. La Commissione torna quindi alla versione del Consiglio federale, approvandola con 9 voti contro 3. Una minoranza respinge invece il progetto, poiché la maggioranza non ha ripreso l’aggiunta del Consiglio nazionale.
Pubblicazione della cittadinanza dei membri dell’Assemblea federale e del Consiglio federale
Nella sessione estiva il Consiglio nazionale ha approvato una modifica dell’ordinanza sull’amministrazione parlamentare secondo cui tutte le attuali cittadinanze dei membri dell’Assemblea federale e del Consiglio federale devono essere pubblicate. La CIP del Consiglio degli Stati ha accolto con favore la maggiore trasparenza, approvando la modifica con 9 voti contro 3. Una minoranza invece la respinge ritenendola non rilevante.
Disparità di trattamento tra cittadini svizzeri e dell’UE/AELS nell’ambito del ricongiungimento familiare
La Commissione ha preso atto della chiara decisione del Consiglio nazionale dell’8 giugno 2021 di dare seguito all’iniziativa parlamentare 19.464 presentata dal consigliere nazionale Angelo Barrile (S, ZH) («Eliminare e impedire le discriminazioni degli svizzeri nell'ambito del ricongiungimento familiare»). L’iniziativa chiede di eliminare la disparità di trattamento tra i cittadini svizzeri e quelli dell’UE o dell’AELS nell’ambito del ricongiungimento familiare. La CIP-S dà quindi il proprio consenso affinché la CIP del Consiglio nazionale elabori un progetto legislativo e dà seguito all’iniziativa senza formulare controproposte.
Presieduta dal consigliere agli Stati Andrea Caroni (RL/AR), la Commissione si è riunita a Herisau il 24 e 25 giugno 2021.