La Commissione ha sentito i rappresentanti della Cancelleria federale (CaF) in merito alle misure già adottate volte a prevenire e contrastare il fenomeno della falsificazione delle firme nell’ambito di iniziative popolari e referendum. Queste misure comprendono un maggiore controllo delle firme da parte della CaF, un monitoraggio delle segnalazioni, una tavola rotonda che ha portato all’elaborazione di un codice di condotta per gli attori coinvolti nella raccolta firme, firmato nel frattempo da 23 organizzazioni, nonché scambi con gli ambienti scientifici. La CaF ha inoltre riveduto le sue guide relative alle iniziative popolari e ai referendum, come pure il promemoria «Attestazione del diritto di voto». La Commissione ha anche preso atto che le denunce per sospetto di frode concernevano firme raccolte prima del rafforzamento delle misure. Secondo la Commissione, le misure adottate dalla CaF sono sufficienti e non occorre prenderne altre. Anche la Commissione della gestione del Consiglio degli Stati è dello stesso avviso, come si legge in un rapporto pubblicato ad aprile. Con 11 voti contro 2 la CIP-S propone quindi alla propria Camera di respingere tre mozioni depositate rispettivamente dalla consigliera agli Stati Gapany (24.3940) e dai consiglieri agli Stati Sommaruga (24.3992) e Hurni (24.4034), volte a creare più trasparenza o a limitare la raccolta di firme contro remunerazione.
In questo stesso contesto, la Commissione ha preso atto che la CaF ha definito le proprie regole in merito all’attestazione del diritto di voto: d’ora in poi, i Comuni non possono più procedere all’attestazione delle cosiddette firme di famiglia, ossia quando una persona compila la lista delle firme per i membri della propria famiglia, i quali si limitano semplicemente a firmare. Una simile procedura è vietata dalla legge; esiste tuttavia un’eccezione per le persone che hanno bisogno di aiuto per inserire i dati necessari alla firma di un’iniziativa popolare o di un referendum. Per tali casi non tutti i Comuni ricorrevano alla stessa pratica in materia di attestazione delle firme. È ormai chiaro che i Comuni possono procedere all’attestazione di al massimo una firma. Le persone incapaci di scrivere o con capacità di scrittura limitate continuano ad avere la possibilità di scegliere una persona avente diritto di voto che compili il formulario per loro e lo firmi aggiungendo l’indicazione «per ordine».
Gli ex Semicantoni non devono disporre di un voto intero né di due seggi al Consiglio degli Stati
Con la sua iniziativa 25.317 Misure finalizzate a rendere i due ex Semicantoni di Basilea Città e Basilea Campagna Cantoni a pieno titolo, il Cantone di Basilea Campagna chiede una modifica della Costituzione federale affinché ciascuno degli ex Semicantoni ottenga un secondo seggio al Consiglio degli Stati e disponga di un voto intero ai fini del calcolo della maggioranza dei Cantoni. Il Parlamento si è espresso di recente su una proposta simile depositata dal Cantone di Basilea Città. La Commissione ritiene che una modifica di questo tipo perturberebbe l’equilibrio federale, risultato di un lungo processo storico. Per l’equilibrio linguistico all’interno dello Stato federale, in particolare, ci sarebbero conseguenze significative se sei Cantoni germanofoni ottenessero un seggio in più e un voto intero al Consiglio degli Stati. Per questa ragione, la Commissione propone, con 12 voti contro 0 e 1 astensione, di non dare seguito all’iniziativa.
Garanzia federale alla nuova Costituzione del Cantone di Appenzello Esterno
La Commissione ha conferito, senza voti contrari, la garanzia federale alla Costituzione interamente riveduta del Cantone di Appenzello Esterno, dopo aver sentito la presentazione delle principali novità da parte di una delegazione del Cantone in questione.
Presieduta dalla consigliera degli Stati Heidi Z’graggen (M-E, UR), la Commissione si è riunita a Berna l’17 agosto 2026.