Le persone con statuto di protezione S che svolgono un’attività lucrativa potranno cambiare Cantone se non percepiscono l’aiuto sociale e il rapporto di lavoro sussiste da almeno 12 mesi oppure se, considerato il tragitto per recarsi al lavoro o l’orario di lavoro, la loro permanenza nel Cantone di residenza non appare ragionevole. Inoltre, le persone con statuto di protezione S senza impiego dovranno essere notificate al servizio pubblico di collocamento. Per queste persone saranno pertanto introdotte le stesse condizioni che si applicano già alle persone ammesse provvisoriamente. La Commissione ritiene essenziale adottare tutte le misure necessarie per accelerare l’integrazione nel mercato del lavoro e ridurre la dipendenza dall’aiuto sociale di queste persone.
La Commissione è favorevole anche ad agevolare l’accesso al mercato del lavoro delle persone che hanno conseguito una formazione in Svizzera. Tale agevolazione riguarda i cittadini di Stati terzi che in Svizzera hanno conseguito una formazione professionale superiore o ultimato una formazione postdottorato nel quadro di un contratto di lavoro ed esercitano un’attività lucrativa di elevato interesse scientifico o economico. La Commissione precisa la relativa disposizione: il titolo di formazione professionale superiore deve essere riconosciuto ed essere stato conseguito in Svizzera, e, nel caso di un postdottorato, la persona in questione deve aver lavorato quale postdottorando per almeno due anni.
Una minoranza propone di non entrare in materia sul disegno, perché lo ritiene superfluo.
Adeguare i termini di presentazione delle domande per casi di rigore per determinati gruppi di persone
Le due mozioni di ugual tenore 25.3274 e 25.3689, «Ridurre gli incentivi sbagliati nella politica d’asilo», presentate rispettivamente dal consigliere nazionale Riner e dal consigliere agli Stati Stark, chiedono che le domande per casi di rigore possano essere presentate al più presto dopo dieci anni, anziché dopo cinque. La disposizione interesserebbe le persone senza uno statuto regolamentato, le persone con un permesso N e le persone ammesse provvisoriamente.
Il Consiglio nazionale ha modificato il testo della mozione Stark in modo tale che le persone senza permesso (sans-papiers) possano presentare una domanda per casi di rigore al più presto dopo dieci anni di soggiorno in Svizzera; i richiedenti l’asilo e le persone la cui domanda è stata respinta o che hanno ritirato la propria domanda al più presto dopo otto anni. Per le persone ammesse provvisoriamente resta invece valido il termine di cinque anni. La Commissione accoglie con favore questo compromesso, raggiunto dalla CIP-N dopo aver sentito i rappresentanti di Cantoni, Comuni e Città. La CIP-S segue quindi il Consiglio nazionale e, con 10 voti contro 1 e 2 astensioni, sostiene la versione modificata della mozione Stark. Con 11 voti contrari e 2 astensioni essa respinge invece la mozione Riner per motivi formali. La richiesta della mozione è infatti attuata dalla mozione Stark e non è necessario che il Consiglio nazionale se ne occupi nuovamente.
Altre mozioni nel settore dell’asilo
Con 7 voti contro 2 e 2 astensioni la Commissione respinge la mozione 24.3949 «Impedire la migrazione secondaria» presentata dal Gruppo PLR. La mozione chiede che i richiedenti l’asilo in Svizzera non godano di una posizione migliore in termini di alloggio, accesso alle cure mediche, procedura alla frontiera e prestazioni sociali rispetto a quelli la cui procedura d’asilo è svolta alle frontiere esterne di Schengen/Dublino. Poiché nel frattempo è entrato in vigore il patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE e la sua attuazione procede secondo quanto pianificato, la Commissione ritiene la mozione superflua.
Con 6 voti contro 2 e 2 astensioni la CIP-S sostiene la mozione 26.3522 «Gestione efficiente dei richiedenti l'asilo problematici e applicazione coerente della legge sull'asilo» presentata dalla sua omologa. La mozione chiede che, nell’ambito dei progetti pilota previsti, non sia consentito creare aree di sicurezza interne nei centri federali ordinari senza il consenso dei Cantoni d’ubicazione o dei Comuni interessati. Auspica inoltre che la legislazione sia modificata al fine di introdurre strumenti disciplinari e amministrativi chiari e rafforzare l’esecuzione delle decisioni di allontanamento nei confronti degli autori di reati e dei recidivi. La mozione chiede infine che siano predisposti meccanismi di compensazione adeguati in particolare per i Cantoni di frontiera. La Commissione prende atto che il Consiglio federale si è già occupato di questi temi e appoggia la mozione per sostenere i lavori già pianificati e realizzati.
Con 5 voti contro 2 e 2 astensioni la Commissione respinge la mozione 25.4588 «Proteggere meglio la popolazione. Misure efficaci contro i richiedenti l’asilo violenti e criminali» presentata dal Gruppo UDC. La mozione chiede che sia possibile ordinare un coprifuoco o, se necessario, una detenzione di fino a dieci giorni nei confronti di richiedenti l’asilo ospitati in centri federali che violano le regole d’uscita, mettono in pericolo la sicurezza all’esterno dei centri o sono oggetto di un procedimento penale. Poiché una mozione di ugual tenore è già stata trasmessa al Consiglio federale, la Commissione respinge la mozione per motivi formali.
Nessun mandato di durata definita per i membri del Consiglio federale
Con 7 voti contro 4 la Commissione ha confermato la propria decisione dell’aprile 2025 di non dare seguito all’iniziativa parlamentare 24.435 «Rafforzare la concordanza introducendo una durata definita per il mandato dei membri del Consiglio federale» presentata dal consigliere nazionale Gerhard Pfister. Oltre all’introduzione di un mandato di durata definita per i membri del Consiglio federale, l’iniziativa chiede che un loro ritiro anticipato sia consentito solo in caso di motivi eccezionali. La Commissione auspica che sia mantenuto il modello vigente, a suo avviso d’importanza centrale per garantire la stabilità del sistema governativo. Nutre inoltre dubbi sull’effettiva attuabilità dell’iniziativa.
Presieduta dalla consigliera degli Stati Heidi Z’graggen (M-E, UR), la Commissione si è riunita a Berna il 5 novembre 2026.