Con 17 voti contro 3 e 5 astensioni la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) è entrata in materia sul progetto (26.052) con cui si chiede al Parlamento di stanziare un credito d’impegno di 2,18 miliardi di franchi per quattro nuove centrali elettriche di riserva. I nuovi impianti saranno pronti all’impiego dal 2030 e serviranno da centrali di riserva per 15 anni nel caso in cui si verifichi una penuria di elettricità. Considerato l’importo del credito richiesto, la Commissione intende raccogliere maggiori informazioni prima di decidere. La ElCom, tra l’altro, pubblica periodicamente rapporti sulla sicurezza dell’approvvigionamento elettrico. Poiché il prossimo rapporto è previsto per la primavera del 2027, la Commissione ha deciso di attendere di conoscerne il contenuto, e con 16 voti e 9 astensioni, ha deciso di sospendere le deliberazioni sul nuovo credito d’impegno.
Con il decreto in questione il Consiglio federale chiede anche lo stanziamento di due crediti addizionali per un importo complessivo di 131,3 milioni di franchi. Mentre il primo credito addizionale pari a 100 milioni di franchi è destinato alla pianificazione e alle attività preliminari per le centrali elettriche di riserva, il secondo pari a 31,3 milioni è previsto per finanziare la centrale elettrica di riserva di Monthey, che fino al 2030 servirà da soluzione transitoria. Con 17 voti contro 3 e 5 astensioni la Commissione ha deciso di pronunciarsi su questi crediti addizionali già nel corso della prossima seduta poiché, in caso di ritardo nel loro stanziamento, la maggioranza teme un aumento dei costi.
Procedure di autorizzazione più celeri per la rete elettrica
La Commissione ha esaminato le divergenze emerse dopo l’esame da parte del Consiglio degli Stati, in prima lettura nella sessione estiva, riguardanti la modifica della legge federale sugli impianti elettrici tesa ad accelerare le procedure per l’ampliamento e la trasformazione delle reti elettriche (25.057). La Commissione aderisce a numerose modifiche decise dal Consiglio degli Stati poiché accelerano sensibilmente le procedure di approvazione. In tema di paludi, tuttavia, reputa che la relativizzazione della protezione assoluta garantita loro dalla Costituzione senza alcuna giustificazione in termini di accelerazione delle procedure rischi di compromettere le possibilità di successo del progetto. Propone pertanto all’unanimità di non discostarsi dalla decisione del proprio Consiglio. Reputa altresì opportuno continuare ad applicare le attuali disposizioni in materia di protezione fonica e dalle radiazioni non ionizzanti quando si procede alla sostituzione di linee ad alta tensione.
Con 18 voti contro 1 e 1 astensione la Commissione respinge la decisione del Consiglio degli Stati di introdurre una disposizione che consente di approvare a posteriori linee e stazioni di trasformazione fino a 36 kV. Al riguardo sottolinea i considerevoli pericoli connessi a tali impianti se i vincoli giuridici, ad esempio in materia di sicurezza elettrica o di protezione dell’ambiente, non sono rispettati. Per quanto attiene all’interesse nazionale attribuito agli impianti della rete elettrica, la Commissione aderisce con 14 voti contro 7 e 3 astensioni alla decisione del Consiglio degli Stati. Per una minoranza vanno considerati di interesse nazionale unicamente gli impianti con una tensione d’esercizio superiore a 36 kV. Un’altra minoranza (11 voti contro 14) propone di introdurre l’obbligo di valutare la posa di nuove linee ad alta tensione come cavi interrati per preservare biotopi di interesse nazionale.
La Commissione respinge con 15 voti contro 8 e 2 astensioni la proposta di prevedere un prezzo massimo per l’energia di regolazione utilizzata ai fini del bilanciamento della rete; la minoranza appoggia invece la decisione del Consiglio degli Stati su questo punto. La Commissione propone inoltre con 13 voti contro 12 che gli attuali contratti concernenti le centrali elettriche di riserva siano trasferiti a Swissgrid soltanto dopo l’entrata in funzione degli impianti; la minoranza non desidera disciplinare il trasferimento di tali contratti nel quadro del presente progetto.
Regolamentazione di imprese d’importanza critica nel settore elettrico
Con 16 voti contro 7 e 2 astensioni la Commissione ha deciso l’entrata in materia sul disegno di modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (25.098) finalizzata a definire requisiti per le imprese d’importanza critica. A suo avviso, il rischio di conseguenze imprevedibili e pesanti per l’approvvigionamento elettrico e per il benessere dell’intero Paese nel caso in cui una di queste imprese dovesse trovarsi in difficoltà persiste. Per la Commissione si tratta di un rischio insostenibile. Spetta pertanto al Legislatore cercare di limitarlo adottando una regolamentazione adeguata.
Nel quadro di un’audizione, la Commissione ha sentito le imprese interessate, una rappresentanza dei loro proprietari, la società nazionale di rete e l’autorità di regolazione ElCom. Considerata la complessità della materia, la Commissione ha deciso di proseguire le deliberazioni quando il rapporto del gruppo di esperti «Regolamentazione delle imprese del settore elettrico di rilevanza critica» istituito dal Consiglio federale sarà disponibile e le considerazioni in esso contenute potranno confluire nelle discussioni
Adeguamento del carbonio alle frontiere per le merci in cemento
La Commissione ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere per le merci in cemento (21.432) e constata che i pareri pervenuti sono in grande maggioranza positivi (rapporto sui risultati della consultazione). Nella prossima seduta la Commissione terminerà l’esame del progetto da sottoporre alla propria Camera.
Presieduta dal consigliere nazionale Nicolò Paganini (M-E, SG), la Commissione si è riunita a Berna il 10 e 11 agosto 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Albert Rösti.