La Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale propone di respingere l’iniziativa per la protezione dei Comuni e l’iniziativa per la protezione delle foreste. A suo avviso, le due iniziative popolari sono in contrasto con l’attuale politica energetica ed equivarrebbero di fatto a un divieto tecnologico. La Commissione continua quindi a puntare sull’energia eolica, componente fondamentale per la produzione energetica invernale.

Con 17 voti contro 8, la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) propone di respingere l’iniziativa popolare «Per la protezione della democrazia diretta in relazione ai parchi eolici (Iniziativa per la protezione dei Comuni)» (26.055). L’iniziativa chiede che in futuro i progetti di impianti eolici siano sottoposti al consenso del Comune di di ubicazione e dei Comuni limitrofi particolarmente interessati da tali impianti. Gli impianti eolici le cui torri sono state erette dopo il 1° maggio 2024 necessitano del consenso successivo del Popolo. In mancanza di tale consenso, gli impianti esistenti devono essere demoliti a spese dei costruttori. Una minoranza della Commissione sostiene l’iniziativa, poiché attribuisce grande importanza al diritto dei Comuni interessati di essere consultati.

Secondo la Commissione, l’iniziativa non è necessaria, poiché la legge sull’energia è già stata adeguata nell’ambito della legge sull’accelerazione delle procedure (23.051) in modo tale che i Comuni di ubicazione siano coinvolti nel processo di pianificazione degli impianti eolici, salvo diversa disposizione prevista dal diritto cantonale. Per lo stesso motivo la Commissione ha respinto, con 16 voti contro 8 e 1 astensione, anche la proposta di presentare un controprogetto diretto inteso a sancire a livello costituzionale il consenso obbligatorio del Comuni di ubicazione, derogando in tal modo alla legislazione cantonale. Una minoranza propone di approvare la proposta di presentare un controprogetto.

Con 17 voti contro 6 e 2 astensioni, la Commissione propone di respingere anche l’iniziativa popolare «Contro la distruzione delle nostre foreste a causa degli impianti eolici (Iniziativa per la protezione delle foreste)» (26.056). L’iniziativa chiede che nelle foreste e a 150 metri di distanza dalle foreste o dai pascoli boschivi non possano essere costruiti nuovi impianti eolici. Una clausola con effetto retroattivo stabilisce inoltre che, in caso di accettazione dell’iniziativa, gli impianti eolici costruiti dopo il 1° maggio 2024 vengano demoliti a spese dei costruttori.

Una minoranza della Commissione sostiene l'iniziativa in quanto la ritiene necessaria per garantire un'efficace protezione delle foreste. La maggioranza della Commissione reputa invece che l’iniziativa si spinga troppo oltre e che equivarrebbe di fatto a un divieto tecnologico, visto che la maggior parte delle aree idonee alla costruzione di impianti eolici si trova entro una distanza di 150 metri dalle fores​te. Fa inoltre notare che la superficie forestale necessaria per gli impianti eolici previsti è relativamente ridotta e che le foreste sono già sufficientemente protette.

In linea di principio, la Commissione ritiene che le due iniziative siano in contrasto con l’attuale politica energetica, nella quale l'energia eolica è destinata a svolgere un ruolo fondamentale nel garantire l'approvvigionamento energetico invernale. Inoltre, le disposizioni contenute nelle clausole retroattive equivarrebbero a delle espropriazioni, ciò che potrebbe comportare costi considerevoli per la Confederazione e i Cantoni.

Installazione non soggetta ad autorizzazioni di condizionatori split

Con 12 voti contro 10 e 3 astensioni, la Commissione ha dato seguito all’iniziativa parlamentare 26.429 che chiede che in futuro l’installazione di condizionatori split non sia soggetta ad autorizzazioni né a limitazioni della potenza frigorifera. La Commissione constata che la situazione attuale è insoddisfacente e perora un adeguamento delle basi giuridiche a livello federale. Sottolinea che, attualmente, soltanto i condizionatori mobili possono essere acquistati senza autorizzazione, sebbene siano poco efficienti e consumino molta energia. I condizionatori split offrono invece un rendimento più elevato. Consapevole dell'inquinamento acustico che potrebbe derivare dalla moltiplicazione di questi apparecchi, la Commissione ha espresso l’auspicio che la normativa vigente in materia venga mantenuta. Per quanto riguarda l'impatto energetico, la Commissione ha rammentato che la domanda di energia elettrica supplementare per la climatizzazione coincide con il periodo in cui la produzione solare è elevata.

Previo il consenso della Commissione omologa del Consiglio degli Stati, la CAPTE-N potrà elaborare un progetto di atto normativo prestando particolare attenzione alla sua conformità alla Costituzione. Per la Commissione è chiaro che le competenze dei Cantoni debbano essere rispettate.

Una parte della Commissione si è invece opposta a una modifica legislativa. Ritiene che il disciplinamento dei condizionatori debba rimanere di competenza dei Cantoni. Questi ultimi stanno già lavorando all’elaborazione di soluzioni in materia, motivo per cui non sarebbero necessarie prescrizioni a livello federale.

Adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di cemento

La Commissione ha esaminato il parere del Consiglio federale sul suo disegno di legge concernente l’adeguamento del carbonio alle frontiere nell’importazione di cemento (21.432). L’adeguamento è volto a compensare la differenza tra i costi del CO2 per la Svizzera e quelli inferiori o del tutto assenti in Paesi terzi. In tal modo si intende evitare una delocalizzazione della produzione di cemento e delle relative emissioni all’estero. La Commissione, con 15 voti contro 10, respinge la proposta del Consiglio federale di integrare nel progetto un meccanismo di innesco dell’obbligo di adeguamento. Secondo la Commissione, un meccanismo di questo tipo comprometterebbe la certezza del diritto e la sicurezza di pianificazione per l'industria svizzera del cemento, mettendo così in discussione l'obiettivo centrale del progetto. Inoltre, con 14 voti contro 11, la Commissione conferma la propria decisione di rinunciare a una clausola sunset. Il Consiglio nazionale discuterà prossimamente il progetto.

Nessuna tassa d’incentivazione per i voli a corto raggio

La Commissione propone, con 15 voti contro 10, di non dare seguito all’iniziativa 25.313 presentata dal Cantone di Basilea Città. Ritiene che introdurre, come richiesto, una tassa d’incentivazione sui voli a corto raggio contribuirebbe ben poco alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Teme piuttosto che una tassa di questo tipo possa portare a un trasferimento dei voli verso aeroporti esteri. Questo problema si pone in particolare per EuroAirport. La Commissione rammenta peraltro le misure, già esistenti, volte a ridurre l'impatto del traffico aereo sul clima, in particolare l’obbligo di miscelazione dei carburanti sostenibili per l’aviazione.

Una minoranza propone di dare seguito all’iniziativa cantonale, poiché ritiene che in tal modo si potrebbero internalizzare maggiormente i costi ambientali originati dal traffico aereo. Fa notare che la tassa riguarderebbe tratte aeree che possono essere facilmente percorse con altri mezzi di trasporto.

Raccomandazioni riguardanti l’ordinanza sulla riserva di energia elettrica

Con 16 voti contro 9, la Commissione ha deciso di formulare all’attenzione del Consiglio federale alcune raccomandazioni riguardanti il progetto di ordinanza sulla riserva di energia elettrica. L’ordinanza concretizza la base legale relativa alla riserva di energia elettrica, adottata nel giugno del 2025. La Commissione raccomanda di strutturare l’ordinanza in modo tale che nella configurazione della riserva di energia elettrica siano meglio sfruttati il potenziale e l'efficienza dei costi dei gruppi elettrogeni di emergenza, degli impianti di cogenerazione forza-calore e della riserva nel consumo. In questo modo, la Commissione si impegna per una riserva di energia elettrica equilibrata, meno orientata verso le centrali elettriche di riserva, ma che sfrutti invece nel modo più completo possibile il potenziale di tutti gli elementi che compongono la riserva stessa.

La Commissione si è inoltre occupata del raggiungimento degli obiettivi climatici per il 2030 e del ruolo che le misure adottate all’estero rivestono per la politica climatica svizzera . Approfondirà le questioni nell’ambito della revisione della legge sul CO2 per il periodo 2031-2040. Il Consiglio federale aprirà la relativa procedura di consultazione verosimilmente nell’aprile del 2027.

Presieduta dal consigliere nazionale Nicolò Paganini (M-E, SG), la Commissione si è riunita a Berna il 2 e 3 novembre 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Albert Rösti.

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