Le valutazioni sulla legittimità e sull’utilità dell’aliquota ridotta dell’IVA nel settore alberghiero divergono fortemente all’interno della Commissione. La maggioranza della Commissione sottolinea che si tratta di uno strumento collaudato, finanziariamente sostenibile per la Confederazione, il cui obiettivo è quello di sgravare ampiamente il settore turistico. Questo obiettivo è tuttora giustificato, alla luce del franco forte e del fatto che il turismo reagisce fortemente alle crisi e deve continuamente subire battute d’arresto, si pensi per esempio alla guerra in Iran. La minoranza della Commissione rileva invece che l’aliquota ridotta dell’IVA non è uno strumento mirato e che il suo effetto sul turismo è notoriamente limitato. A beneficiarne sono soprattutto le strutture ricettive di grandi dimensioni, che difficilmente ripercuotono lo sgravio sui propri ospiti. Dopo il crollo dovuto alla pandemia di coronavirus, il turismo svizzero si trova ora ai massimi storici e non necessita più di un’aliquota speciale nel settore alberghiero.
Con 16 voti contro 7 e 2 astensioni, la Commissione respinge la proposta di far beneficiare dell’aliquota ridotta dell’IVA esclusivamente le imprese con una cifra d’affari annua inferiore a 10 milioni di franchi. Secondo la maggioranza, questa misura sarebbe troppo burocratica e difficilmente conforme alla Costituzione.
Responsabilizzare le piattaforme di commercio online estere
Molti prodotti che arrivano in Svizzera attraverso le piattaforme di commercio online non sono conformi alle prescrizioni nazionali in materia di sicurezza dei prodotti o ad altri requisiti legali. La CET-N ritiene dunque necessario intervenire sotto vari aspetti. Con 14 voti contro 7 e 2 astensioni appoggia la mozione Würth 25.4776 «Piattaforme di commercio online estere. Creare trasparenza sui prodotti vietati in Svizzera», che chiede di obbligare le piattaforme estere a etichettare i prodotti che violano gli standard svizzeri al fine di proteggere i consumatori. Oltre alla protezione dei consumatori, la CET-N considera importante anche stabilire un quadro competitivo equo. Le PMI svizzere, che devono attenersi a standard elevati, non dovrebbero essere penalizzate. La Commissione propone pertanto, con 14 voti contro 8 e 2 astensioni, di accogliere anche la mozione Regazzi 25.4666 «Per una maggiore sicurezza dei piccoli pacchi e contro la concorrenza sleale nei confronti delle PMI svizzere», che chiede di intensificare i controlli sui pacchi di piccole dimensioni provenienti dall’Asia. L’attuazione concreta delle due mozioni potrebbe essere discussa nell’ambito della revisione già prevista dal Consiglio federale della legge federale sulla sicurezza dei prodotti e della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Una minoranza propone di respingere entrambe le mozioni.
Franco forte e politica commerciale internazionale: due sfide per l’economia
Dopo aver discusso con il presidente della Banca nazionale Martin Schlegel e sentito le delegazioni di Economiesuisse e dell’Unione sindacale svizzera, la Commissione ha esaminato gli effetti del franco forte sull’economia svizzera, la quale si trova anche sotto pressione a causa delle attuali tendenze della politica commerciale (p. es. la strategia «Made in Europe»). Con 16 voti contro 7, la Commissione non ritiene tuttavia necessario modificare il mandato della Banca nazionale svizzera (BNS) disciplinato nell’articolo 5 della legge sulla Banca nazionale. L’attuale mandato della BNS è adeguato a questo periodo particolarmente arduo e le offre un margine di manovra sufficientemente ampio.
Richiesta la modifica dell’analisi d’impatto della regolamentazione
Con 16 voti contro 7 e 1 astensione, la Commissione raccomanda al proprio Consiglio di accogliere la mozione 25.4179, già accolta dal Consiglio degli Stati. In base a tale mozione, il Consiglio federale dovrebbe fare in modo che le analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) non siano più effettuate di volta in volta dall’ufficio competente, ma in generale dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR). La maggioranza sostiene che il DEFR sarebbe più imparziale rispetto agli uffici competenti e potrebbe fornire una stima più affidabile, considerando che la SECO ha una migliore visione d’insieme dell’economia e degli effetti delle regolamentazioni sulle imprese. La minoranza ritiene invece che il trasferimento delle AIR al DEFR renderebbe l’intero processo più costoso e complesso. Propone dapprima di analizzare gli effetti della legge sullo sgravio delle imprese e solo in un secondo momento di decidere eventuali adeguamenti.
Nessuna decisione affrettata per rafforzare il polo industriale e di ricerca
Sono inoltre state discusse le due mozioni 25.4264 «Migliorare le condizioni di investimento per le imprese» e 25.4265 «Rafforzare la Svizzera come polo industriale e di ricerca», già accolte dal Consiglio degli Stati e depositate dal consigliere agli Stati Mühlemann. Con 13 voti contro 11 senza astensione, la Commissione propone di respingere entrambe le mozioni. Pur riconoscendo l’importanza degli incentivi fiscali nel rafforzare l’attrattiva della piazza economica, prima di adottare nuove misure di sostegno, la Commissione ritiene tuttavia opportuno attendere la risposta al postulato Walti 23.3752 «Per preservare l’attrattiva e garantire finanze sane, la Svizzera ha bisogno di una strategia fiscale e di ubicazione a lungo termine». Inoltre, si ritiene necessario di aspettare la pubblicazione delle direttive dell’OCSE riguardo ai cosiddetti «related benefits» nell’ambito del regime di imposizione minima. Una minoranza ha appoggiato la mozione.
Nuovo metodo di confronto tra i redditi nel settore agricolo
Con 18 voti contro 4 e 1 astensione, la Commissione ha accolto la mozione 26.3530 («Confronti attendibili tra i redditi nel settore agricolo»). Secondo la maggioranza della Commissione, ai fini di un confronto tra i redditi pertinente ai sensi dell’articolo 5 della legge sull’agricoltura (LAgr), è necessario un metodo di calcolo che tenga conto della totalità delle aziende agricole. Chiede dunque che venga utilizzata la mediana quale nuovo valore di riferimento. La minoranza della Commissione ritiene che la richiesta della mozione esuli dal quadro legislativo delineato nell’articolo 5 LAgr e che debba essere trattata nell’ambito della Politica agricola a partire dal 2030 (PA30+).
Regole per il traffico di perfezionamento
Con 15 voti contro 3 e 2 astensioni, la Commissione ha approvato una mozione (26.3531) con cui incarica il Consiglio federale di predisporre le condizioni quadro per il traffico di perfezionamento attivo di latticini in modo tale che le organizzazioni interessate non vengano solo informate sulle relative domande dell’industria di trasformazione, ma anche consultate in merito. Con questa misura, la Commissione intende garantire che i fornitori svizzeri di latticini ricevano tempestivamente informazioni sulle domande di autorizzazione e possano presentare le proprie offerte. Inoltre, a parità di prezzo, qualità e disponibilità quantitativa, le materie prime nazionali dovranno avere la precedenza su quelle importate. La Commissione giustifica la propria mozione sostenendo che oggi i fornitori svizzeri non riescono a ottenere la commessa nemmeno quando sono disponibili sufficienti materie prime nazionali di qualità analoga e allo stesso prezzo, poiché al momento dell’informazione i contratti sono già stati stipulati. Una minoranza considera che la mozione non è necessaria.
Responsabilità solidale per i contributi sociali: definiti i parametri di riferimento
La Commissione ha incaricato l’Amministrazione di elaborare due varianti per l’attuazione dell’iniziativa parlamentare Gutjahr 24.432 «Proteggere la concorrenza e le assicurazioni sociali tramite la responsabilità solidale». Una variante dovrà essere recepita interamente nella legge sui lavoratori distaccati, conformemente al testo dell’iniziativa. La seconda variante dovrà invece regolamentare determinati aspetti in diverse disposizioni del diritto in materia di assicurazioni sociali. La Commissione esaminerà i progetti preliminari presumibilmente nel quarto trimestre.
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La Commissione propone, all’unanimità e senza voti contrari, di approvare i protocolli che modificano le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni concluse rispettivamente con il Belgio (25.091) e con la Croazia (25.090).
In base al termine di prescrizione per l’imposta federale diretta, occorre introdurre un termine di prescrizione di dieci anni anche per l’imposta preventiva e per la tassa di bollo. Con 17 voti contro 7, la CET-N propone di accogliere una modifica in tal senso del testo della sua mozione 25.3940, apportata dal Consiglio degli Stati.
La Commissione ha trattato infine il tema del franco digitale, che continuerà a impegnarla anche in futuro. Da un lato si è informata sulla posizione della BNS e dall’altro ha assistito a una presentazione, tenuta dalle autrici, di uno studio realizzato su incarico della Fondazione TA-SWISS su questo tema.
Presieduta dal consigliere nazionale Samuel Bendahan (SP, VD), la Commissione si è riunita a Berna, il 18 e il 19 maggio 2026. A parte della seduta erano presenti il Presidente della Confederazione Guy Parmelin e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter.