La Commissione continua ad appoggiare l’introduzione di una garanzia statale della liquidità per le banche di rilevanza sistemica, il cosiddetto «Public Liquidity Backstop» (PLB), ma intende valutare questo strumento nel contesto degli altri strumenti «too-big-to-fail». Sospende pertanto l’esame dell’oggetto 23.062 fino alla pubblicazione del rapporto di analisi del Consiglio federale. Nel frattempo le questioni aperte potranno essere discusse in modo approfondito.

Come previsto la Commissione ha portato avanti la deliberazione dell’oggetto 23.062, che prevede l’introduzione di una garanzia statale della liquidità («Public Liquidity Backstop», PLB) per le banche di rilevanza sistemica. Nel corso della discussione è tuttavia apparso sempre più evidente che dal punto di vista della Commissione è ancora necessario chiarire una serie di questioni fondamentali. Occorrerebbe per esempio definire con maggiore precisione le condizioni che una banca dovrebbe soddisfare per poter essere considerata di rilevanza sistemica nonché capire in che misura il PLB andrebbe ad incidere sulla concorrenza tra le banche, se esso va pensato unicamente come strumento di risanamento oppure anche come strumento di liquidazione e in che momento il previsto indennizzo da parte delle banche diventerebbe esigibile. Questi interrogativi si riallacciano nel contempo anche alla prevista revisione della normativa «too-big-to-fail». È quindi sensato aspettare il rapporto di analisi del Consiglio federale, la cui pubblicazione è prevista per la primavera 2024, in modo da poter valutare i vari strumenti nel contesto globale.

Una maggioranza risicata della Commissione propone, senza ulteriori analisi, di dare la preferenza e introdurre al più presto tre strumenti di vigilanza e di sanzione diffusi a livello internazionale: il regime dei quadri superiori («senior manager regime»), con il quale è possibile determinare in modo chiaro le responsabilità individuali dei quadri, la competenza della FINMA di infliggere multe e la pubblicazione degli stress test realizzati nelle banche di rilevanza sistemica. Con il voto decisivo del suo presidente uscente, la CET-S ha depositato una mozione commissionale (23.4336).

Imposizione de​​l valore locativo: la CET-S conferma le decisioni prese in precedenza

Già nel corso del mese di giugno (cfr. comunicato stampa del 20 giugno 2023), in merito al cambio di sistema nell’imposizione del valore locativo (17.400) la Commissione aveva deciso di attenersi alle decisioni del Consiglio degli Stati per quanto riguarda le restanti divergenze con il Consiglio nazionale (abitazioni secondarie e deduzione degli interessi passivi), sostenendo un cambio di sistema che interessi solo le abitazioni primarie e la possibilità di dedurre gli interessi passivi fino a concorrenza del 70 per cento dei redditi da sostanza imponibili. Aveva altresì incaricato l’Amministrazione di svolgere accertamenti in merito alle agevolazioni per le successioni aziendali e chiarire così se in tali casi potessero essere fatte valere deduzioni degli interessi passivi più importanti. Ai fini della coerenza della riforma fiscale e nell’ottica di una riduzione del debito pro capite, la CET-S ha tuttavia deciso di rinunciare a proporre alla propria Camera ulteriori deduzioni. L’oggetto verrà esaminato dal Consiglio degli Stati nella sessione invernale.

Altre ​decisioni

La CET-S propone alla propria Camera con 11 voti contro 0 e un’astensione di approvare la modifica della Convenzione tra la Svizzera e gli Emirati Arabi Uniti per evitare le doppie ​imposizioni (23.043).

Per motivi di tempo la prevista deliberazione di dettaglio della legge sui cartelli (23.047) e l’esame della mozione Français (23.3224) sono stati riportati al primo trimestre del 2024.

L’Amministrazione ha informato la Commissione riguardo allo stato dei lavori preparatori per l’attuazione dell’imposizione minima OCSE in Svizzera. Dopo la votazione popolare del 18 giugno 2023 le direttive dell’OCSE sono state adeguate e oggi il numero degli Stati disposti a introdurre l’imposizione minima con effetto al 1° gennaio 2024 sembra essere inferiore rispetto a quanto inizialmente previsto. La CET-S ritiene che occorra tenere conto della mutata situazione nell’interesse delle imprese svizzere e raccomanda pertanto al Consiglio federale di valutare l’opportunità di posticipare l’entrata in vigore dell’imposizione minima di un anno.

Presieduta dal consigliere agli Stati Alex Kuprecht (UVD, SZ), la Commissione si è riunita a Berna il 9 novembre 2023. A parte della seduta era presente la Consigliera federale Karin Keller-Sutter.

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