Nella sua ultima seduta, la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha discusso della prevista associazione della Svizzera al programma di promozione dell’UE Erasmus+.
La Commissione ha chiesto all’Amministrazione di informarla sullo stato attuale dei lavori relativi alla partecipazione della Svizzera al programma e ha chiarito alcune questioni in sospeso. Si è inoltre informata sul rapporto tra Erasmus+ e i lavori in corso del Consiglio federale in relazione al pacchetto di accordi Svizzera-UE, sul prossimo messaggio governativo in tale ambito e sull’imminente esame del pacchetto da parte del Consiglio degli Stati.
Sulla base di queste spiegazioni, la Commissione ha condotto una discussione approfondita. In particolare, sono stati affrontati gli aspetti organizzativi e temporali di un’associazione al programma nonché le sue ripercussioni finanziarie. È stato inoltre sottolineato il ruolo di Erasmus+ nel contesto generale del pacchetto Svizzera-UE. La Commissione ha sottolineato l’importanza di Erasmus+ quale investimento nella formazione di studenti e docenti e ha rilevato le preziose opportunità offerte dal programma, in particolare anche per quel che riguarda i giovani che hanno completato un apprendistato.
Nel quadro di questo dibattito, la Commissione ha anche trattato le iniziative cantonali 24.324 (San Gallo), 24.327 (Turgovia), 25.302 (Basilea Città) e 25.307 (Basilea Campagna), che chiedono all’Assemblea federale di incaricare il Consiglio federale di licenziare un messaggio sul finanziamento di Erasmus+. La Commissione ha constatato che, alla luce dei lavori in corso, le iniziative cantonali rappresentano un segnale politico a favore di Erasmus+: con 16 voti contro 6 (senza astensioni) ha quindi deciso di dar loro seguito. Le iniziative tornano ora alla Commissione competente del Consiglio degli Stati.
La Commissione dà seguito a sei iniziative parlamentari volte a concedere alle donne single l’accesso alla procreazione con assistenza medica
La Commissione ha deciso, con 14 voti contro 11, di dare seguito a sei iniziative parlamentari dello stesso tenore (25.415, 25.416, 25.417, 25.418, 25.419 e 25.420) che chiedono di consentire alle donne sole l’accesso alla procreazione con assistenza medica. La modifica della legge sulla medicina della procreazione (LPAM) dovrebbe consentire alle donne single di accedere legalmente ai servizi di procreazione con assistenza medica in Svizzera, mantenendo tuttavia il divieto di maternità sostitutiva.
La Svizzera è uno degli ultimi paesi dell’Europa occidentale a vietare la procreazione con assistenza medica alle donne single. Secondo la Commissione, questa situazione le costringe a recarsi all’estero o a ricorrere a soluzioni informali, assumendosi rischi sanitari e giuridici. La Commissione riconosce che molte donne economicamente indipendenti oggi scelgono consapevolmente di diventare madri single e che il diritto deve tenere conto di questa realtà sociale. La modifica proposta garantirà ai loro figli gli stessi diritti riconosciuti ai bambini concepiti mediante dono di spermatozoi in Svizzera, in particolare di conoscere le loro origini. La modifica permetterà inoltre di riconoscere l’infertilità sociale delle donne single allo stesso titolo di quella delle coppie lesbiche e assicurerà condizioni mediche sicure e controllate in Svizzera. Le iniziative saranno esaminate dalla commissione del Consiglio degli Stati.
La Commissione ribadisce la necessità di un disciplinamento transitorio per la proroga del termine di crioconservazione degli ovociti
Con 16 voti contro 7 e 1 astensione, la Commissione ribadisce l’importanza di un disciplinamento transitorio per la proroga del termine di crioconservazione degli ovociti e chiede alla propria Camera, nell’ambito della procedura di approvazione, di dare seguito all’iniziativa 25.405. Quest’ultima mira a introdurre un disciplinamento transitorio per prorogare la durata della crioconservazione degli ovociti, attualmente di dieci anni. Il regime transitorio resterebbe in vigore fino al completamento della revisione in corso della legge sulla medicina della procreazione. La proroga si applicherebbe a tutti gli ovociti già congelati. Nel quadro dell’esame preliminare, la Commissione omologa del Consiglio degli Stati aveva deciso, con 8 voti contro 4, di non dare seguito all’iniziativa.
Promuovere e sostenere la prevenzione delle epizoozie
Preoccupata per la diffusione di alcune epizoozie in Paesi limitrofi, in particolare per quanto riguarda la peste suina africana e la dermatosi nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease, LSD), la Commissione si è informata sugli ultimi sviluppi in materia e sulle decisioni prese dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) per proteggere il patrimonio zootecnico svizzero.
Considerando che le misure adottate dalla Confederazione, sebbene necessarie, comportano costi elevati per i detentori degli animali interessati, la Commissione ritiene che un adeguato indennizzo ne rafforzerebbe l’accettazione e la capacità dei detentori di rispettarle. Considera infatti che per la Confederazione l’indennizzo per le misure preventive e le loro conseguenze sia meno oneroso rispetto ai costi legati alla gestione di un focolaio epidemico. Per questi motivi, ha deciso all’unanimità di presentare la mozione 26.3022 «Promuovere e sostenere la prevenzione delle epizoozie», che incarica il Consiglio federale di creare urgentemente le condizioni che consentano di indennizzare i detentori di animali per le perdite di reddito o i costi supplementari causati dalle misure preventive ordinate dalle autorità veterinarie contro le epizoozie altamente contagiose.
Presieduta dal consigliere nazionale Roman Hug (V, GR), la Commissione si è riunita a Berna il 26 febbraio 2026.