La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) ha esaminato le ultime due divergenze in merito alla legge federale sulla parità dei sessi (17.047 s. Legge federale sulla parità dei sessi. Modifica). La Commissione propone un compromesso in base al quale per stabilire le dimensioni di un’impresa occorre dare la preferenza al criterio del numero dei collaboratori e non dei posti a tempo pieno, mantenendo così la decisione del Consiglio degli Stati. In questo calcolo chiede per contro che non vengano inclusi gli apprendisti, allineandosi così alla posizione del Consiglio nazionale.

​L’esame della legge sulla parità dei sessi entra nella seconda fase. Nella prima deliberazione durante la sessione autunnale il Consiglio nazionale aveva introdotto due divergenze rispetto al Consiglio degli Stati: ora soltanto le aziende a partire da 100 posti a tempo pieno – e non a partire da 100 dipendenti – sarebbero tenute a effettuare ogni quattro anni un’analisi aziendale sulla parità salariale. Inoltre, nell’accertamento delle dimensioni delle aziende non sarebbero considerati gli apprendisti.

La Commissione del Consiglio degli Stati ha esaminato le ultime due divergenze. La maggioranza della Commissione si è espressa, con 10 voti contro 2, a favore di un compromesso: mantenere la decisione del Consiglio degli Stati sulla questione dei posti a tempo pieno, sottolineando che i tempi parziali sono occupati soprattutto da donne e che la decisione del Consiglio nazionale interesserebbe meno proprio le imprese che utilizzano maggiormente i tempi parziali. Per contro la Commissione propone alla propria Camera di non considerare gli apprendisti nell’accertamento delle dimensioni dell’impresa e di adeguarsi su questo punto alla decisione del Consiglio nazionale. La decisione è stata presa senza controproposte dopo una discussione approfondita. Se entrambe le Camere dovessero accettare la proposta della Commissione, le imprese interessate dalla misura sarebbero lo 0,9 per cento e i lavoratori il 46 per cento. Queste cifre si basano sulla statistica strutturale delle imprese (STATENT) 2016.

18.017 n Manipolazione delle competizioni sportive. Convenzione del Consiglio d'Europa

La Commissione ha deciso all’unanimità di proporre al Consiglio degli Stati la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione delle competizioni sportive. La cosiddetta Convenzione di Macolin contiene norme per prevenire, indagare, perseguire e punire la manipolazione delle competizioni sportive e promuove la collaborazione fra gli attori interessati a livello nazionale e internazionale. La Commissione rileva in particolare l’importanza dell’etica e del rispetto nonché di uno sport leale e pulito, sottolineando che la Svizzera adempie già le esigenze della Convenzione in virtù della nuova legge federale sui giochi in denaro. L’attuazione della Convenzione di Macolin non comporterà pertanto spese supplementari e nemmeno un aumento del personale. Come probabile quinto Paese a ratificarla, la Svizzera potrebbe far entrare in vigore la Convenzione.

18.3144 n Consiglio nazionale (Hausammann). Potenziare subito la selezione vegetale svizzera!

La Commissione propone senza voti contrari alla propria Camera di accogliere la mozione 18.3144 n Potenziare subito la selezione vegetale svizzera!, con la quale chiedere al Consiglio federale di accrescere prontamente e sostanzialmente l'impegno della Confederazione per una selezione vegetale adeguata alle condizioni locali.Per attuare la serie di misure ispirate alla «Strategia sulla selezione vegetale 2050» la Commissione raccomanda quindi l’impiego di almeno tre milioni di franchi supplementari all’anno, sostenendo così all’unanimità la decisione del Consiglio nazionale e la proposta del Consiglio federale. A sostegno della sua posizione la Commissione rileva quanto sia importante la selezione vegetale per lottare contro i parassiti, ridurre l’impiego di prodotti fitosanitari e affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Sottolinea infine l’importanza per la Svizzera di prendere in considerazione le future necessità nell’impostare il suo patrimonio vegetale.

Presieduta dal consigliere agli Stati Ruedi Noser (RL, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 11 ottobre 2018. A parte della seduta era presente la consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del DFGP.