La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) è entrata in materia, senza voti contrari, sul controprogetto indiretto (25.402) all’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio» (24.080). Su molti punti condivide le decisioni del Consiglio nazionale.

La CSEC-S propone al suo Consiglio di allinearsi alle decisioni del Consiglio nazionale riguardo al divieto di fuochi d’artificio destinati esclusivamente a produrre uno scoppio. Sostiene inoltre la limitazione dell’importazione dei fuochi d’artificio della categoria F1 a 2,5 kg al giorno e a persona. Come il Consiglio nazionale, la Commissione intende rinunciare all’estensione dell’obbligo di ottenere un permesso d’uso per i fuochi d’artificio della categoria F3 e ha pertanto respinto una proposta in questo senso con 6 voti contro 3 e 0 astensioni. Una minoranza insiste invece sulla necessità di estendere un simile obbligo.

La CSEC-S si discosta dal Consiglio nazionale su un punto: con 5 voti contro 4 e 0 astensioni, propone di sottoporre l’accensione di fuochi d’artificio che presentano un rischio medio o elevato all’obbligo di autorizzazione cantonale, mentre una minoranza non intende introdurre questo tipo di obbligo. Come il Consiglio nazionale, la Commissione è inoltre contraria a sancire nella legge le categorie di fuochi d’artificio, decisione presa anch’essa con 5 voti contro 4 e 0 astensioni. Per quanto concerne il controprogetto indiretto, la Commissione lo ha sostenuto all’unanimità nella votazione sul complesso.

A seguito dell’incendio di Crans-Montana, la Commissione ha valutato l’ipotesi di vietare i fuochi d’artificio nei luoghi chiusi accessibili al pubblico. A tal fine, ha chiesto all’Amministrazione un approfondimento sul divieto di fuochi d’artificio già emanato dall’Autorità intercantonale per gli ostacoli tecnici al commercio, entrato in vigore il 1° aprile 2026 in tutti i Cantoni. La Commissione accoglie con favore tale misura, approvata all’unanimità dai Cantoni. In tale contesto, la CSEC-S rinuncia a sovrapporre a tale divieto una normativa nazionale.

Infine, la Commissione ha trattato l’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio». Con 7 voti contro 0 e 2 astensioni, propone al suo Consiglio di raccomandare il rigetto dell’iniziativa.

Lingue dei segni: la Commissione predilige l’adeguamento del progetto del Consiglio federale invece di una legge quadro specifica

La Commissione ha proceduto all’esame preliminare dell’iniziativa parlamentare 26.404 Riconoscimento delle lingue dei segni mediante l’elaborazione di una legge quadro su queste lingue, depositata dalla Commissione omologa. L’iniziativa chiede l’elaborazione di una legge quadro e modifiche legislative volte a rafforzare le misure di inclusione linguistica.

Al termine di una discussione approfondita, la Commissione ha deciso, con 4 voti contro 4, 2 astensioni e il voto decisivo del presidente, di non dare seguito all’iniziativa.

Secondo una parte della Commissione, se l’obiettivo perseguito è l’integrazione, il modo proposto di raggiungerlo mette maggiormente l’accento sulla diversità, e questo potrebbe portare a una forma di stigmatizzazione. Essa predilige l’adeguamento del progetto del Consiglio federale invece di una legge quadro specifica. Un’altra parte della Commissione intende invece riconoscere la dimensione legata alla promozione dell’identità linguistica e culturale della comunità di persone sorde e audiolese per conferire loro uno statuto equivalente a quello delle altre lingue.

L’oggetto ritorna alla CSEC-N, la quale dovrà decidere se chiedere il sostegno del suo Consiglio o se proporre altre soluzioni.

Preferenza ai test invece di un allentamento delle procedure di autorizzazione per i nuovi tipi di derrate alimentari

La Commissione ha proceduto all’esame preliminare della mozione 23.3941, che chiede di semplificare e velocizzare le procedure di autorizzazione per i nuovi tipi di derrate alimentari, in particolare la carne coltivata e le derrate alimentari prodotte mediante fermentazione di precisione.

La CSEC‑S ritiene che l’attuale quadro normativo, predisposto dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), sia già adeguato e conforme alla legislazione dell’Unione europea, garantendo quindi la sicurezza sanitaria dei nuovi tipi di derrate alimentari. La Commissione rileva inoltre che il Parlamento ha recentemente trasmesso al Consiglio federale la mozione 23.3408, incaricandolo di introdurre nella legislazione la possibilità per le imprese di condurre test per i nuovi tipi di derrate alimentari. Considerando queste misure adeguate e sufficienti, la CSEC‑S propone all’unanimità di respingere la mozione.

Attuazione della legislazione «Swissness»

La Commissione ha chiesto informazioni all’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) in merito alla sua prassi applicativa concernente la legislazione «Swissness», che permette ora alle imprese, a determinate condizioni, di apporre la croce svizzera affianco alle diciture «swiss research» o «swiss engineering» sui propri prodotti. Secondo l’IPI questo ha lo scopo di valorizzare il carattere svizzero e i criteri legati alla qualità delle fasi di ricerca, design o altre attività specifiche inerenti ai prodotti, a condizione che tali fasi siano svolte in Svizzera.

Dopo una prima discussione in merito, la CSEC-S condurrà prossimamente audizioni per approfondire la tematica.

Presieduta dal consigliere agli Stati Matthias Michel (PLR/ZG), la Commissione si è riunita a Berna il
4 e 5 maggio 2026. A parte delle sedute era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, capo del DFI.