La CSEC-S sostiene la candidatura della Svizzera ai Giochi olimpici invernali 2038 e completa il disegno approvato dal Consiglio nazionale con qualche precisazione sul finanziamento. La Commissione accoglie il progetto con 10 voti contro 0 e 2 astensioni nella votazione sul complesso.

La CSEC-S, senza controproposte, è entrata in materia sul progetto relativo alla candidatura della Svizzera ai Giochi olimpici invernali 2038 (26.054). La Commissione è sostanzialmente d’accordo con il disegno di decreto approvato dal Consiglio nazionale, ma reputa necessaria l’aggiunta di disposizioni relative alla copertura finanziaria.

La Commissione chiede innanzitutto, senza opposizione, di precisare che la partecipazione dei Cantoni e dei Comuni ai costi di pianificazione e di svolgimento debba avvenire in forma finanziaria. In secondo luogo, con 11 voti contro 1, la CSEC-S decide che la ripartizione dei costi tra i Cantoni ospiti e quelli non ospiti debba essere imperativamente definita già prima del messaggio sulle domande di credito. Infine, la Commissione propone che le domande di credito potranno essere fatte in un secondo momento e soltanto per le spese aggiuntive dovute al rincaro. Questa decisione è stata presa senza voti contrari.

Una minoranza chiede inoltre di prevedere, nella strategia in materia di legacy, una parte dedicata alla natura e al paesaggio, corredata di obiettivi misurabili. In questo modo si intende garantire che i Giochi olimpici contribuiscano positivamente alla salvaguardia della biodiversità e del paesaggio, andando oltre le misure di compensazione previste dalla legge. La relativa proposta è stata respinta con 7 voti contro 3 e 2 astensioni.

Legge federale sul sostegno alle esposizioni ​​nazionali

La CSEC-S ha discusso il disegno di legge federale sul sostegno alle esposizioni nazionali (26.064), presentato dal Consiglio federale in risposta alla mozione 23.3966 della Commissione stessa. Quest’ultima ha sentito i rappresentanti delle tre iniziative progettuali attive, «NEXPO», «Svizra27» e «Muntagna», in merito alle condizioni quadro previste dal disegno di legge e alla loro rilevanza per i progetti.

La Commissione ha discusso in particolare dell’opportunità di una regolamentazione legale e degli obblighi che ne deriverebbero per la Confederazione. Dopo un intenso dibattito, con 6 voti contro 6 e il voto decisivo del presidente, la Commissione ha deciso l’entrata in materia sul disegno di legge. La maggioranza ha sottolineato l’importanza delle esposizioni nazionali per la coesione del Paese, ha evidenziato il potenziale delle iniziative progettuali e si è in linea di principio espressa a favore di una regolamentazione a livello normativo. Una minoranza chiede di non entrare in materia in quanto reputa in particolare che, alla luce delle tensioni geopolitiche, delle sfide sociali e della situazione tesa del bilancio della Confederazione, l’esposizione nazionale non debba essere considerata una priorità. In parte, è stata anche messa in dubbio l’utilità di una regolamentazione legale. La deliberazione di dettaglio è stata rinviata alla prossima seduta della CSEC-S, prevista per novembre.

La CSEC-S intende riservare la croce svizzera ai prodo​​tti fabbricati o trasformati in Svizzera

A seguito dei suoi precedenti lavori e delle approfondite audizioni da essa condotte, la CSEC-S ha deciso, con 9 voti contro 2, di presentare l’iniziativa parlamentare 26.474 La croce svizzera esclusivamente sui prodotti fabbricati o trasformati in Svizzera. Con quest’ultima, la Commissione intende rafforzare la decisione già adottata dal Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale con l’accoglimento della mozione 26.3629 e creare il più rapidamente possibile certezza giuridica per l’impiego della croce svizzera. Ritiene infatti che il cambiamento di prassi dell’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale, il quale autorizza l’impiego della croce svizzera per un prodotto sviluppato in Svizzera ma fabbricato all’estero, si discosti dai dibattiti parlamentari svoltisi nel 2012 e renda meno competitive le aziende che producono in Svizzera. La CSEC-N dovrà pronunciarsi a breve sull’iniziativa parlamentare.

Orientamento professionale nei Cantoni: ricorrere maggior​​mente alle forze del settore privato

Con 4 voti contro 3 e 2 astensioni la CESC-S ha deciso di depositare un’iniziativa commissionale (26.475) volta a coinvolgere operatori privati nell’ambito dell’orientamento professionale, negli studi e nella carriera. La legge sulla formazione professionale (LFPr) dovrà essere precisata in modo tale che la collaborazione tra operatori pubblici e privati qualificati sia disciplinata da un quadro giuridico uniforme. In questo modo i Cantoni possono avvalersi delle competenze specialistiche private esistenti per adempiere il mandato pubblico in modo efficace. L’iniziativa passa ora alla CSEC-N per un esame preliminare.

La Commissione è favorevole a una gestione traspar​​ente dei diritti durante i concerti

La CSEC-S è favorevole a una gestione trasparente dei diritti relativi alle opere musicali non teatrali e a condizioni chiare per le licenze dirette. Ha preso atto del risultato della consultazione sulla modifica della legge sul diritto d’autore e conferma il progetto nella forma in cui è stato posto in consultazione. Quest’ultimo attua la richiesta contenuta nell’iniziativa parlamentare 25.434. La Commissione ha approvato all’unanimità il progetto di legge, che sarà discusso nel Consiglio degli Stati durante la sessione invernale.

Disciplinamento transitorio per prorogare il term​​ine di crioconservazione degli oociti

Dopo la decisione del Consiglio nazionale sull’iniziativa parlamentare 25.405 la CSEC-S, con 4 voti contro 2 e 3 astensioni, dà il via libera alla commissione omologa della Camera bassa per l’elaborazione di un disciplinamento transitorio volto a prorogare il termine di crioconservazione degli oociti oltre il termine attuale di dieci anni. Tale disciplinamento dovrebbe rimanere in vigore fino alla conclusione della revisione in corso della legge sulla medicina della procreazione (LPAM). La proroga si applicherebbe a tutti gli oociti già congelati.

Misure volte a ridurre gli sprechi alim​​entari

La Commissione ha inoltre esaminato possibili misure volte a ridurre gli sprechi alimentari. Essa appoggia l’obiettivo di riduzione della mozione 22.4583, ma ha votato all’unanimità a favore di una modifica del testo al fine di formulare tale scopo in modo più preciso. Con la mozione modificata si intende ora incaricare il Consiglio federale di provvedere affinché, laddove possibile, le derrate alimentari siano caratterizzate con il termine minimo di conservazione (TMC o TMC+) anziché con la data di scadenza.

Promuovere la ricerca c​​linica

La CSEC-S si è nuovamente occupata della mozione 26.3007 Creazione di incentivi per condurre studi clinici in Svizzera ed esenzione da emolumenti per studi clinici non commerciali. Il Consiglio nazionale si era precedentemente detto favorevole a stralciare la proroga della protezione della documentazione quale strumento per il conseguimento degli obiettivi, adeguando il testo della mozione di conseguenza. La CSEC-S ha condiviso l’argomentazione secondo cui la proroga della protezione della documentazione dei produttori relativa all’omologazione ritarderebbe l’ingresso sul mercato di medicamenti generici e biosimilari, generando così ingenti costi aggiuntivi per l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). La Commissione propone pertanto all’unanimità di accogliere la modifica.

Concessione SSR e cul​​tura

La Commissione ha approfondito il tema della futura concessione della SSR a partire dal 2029, concentrandosi sugli aspetti nel suo ambito di competenza, in particolare la cultura, la formazione e lo sport. In tale contesto ha avuto uno scambio di opinioni con alcuni rappresentanti della SSR e ha discusso in particolare la definizione di cultura nel mandato della SSR, la questione delle differenze culturali tra le regioni e le unità regionali della SSR, il progetto «Enavant SRG SSR» nonché l’attuale contesto aziendale.

Rapporto sul sistema educativo svizz​​ero 2026

La Commissione si è fatta presentare il rapporto sul sistema educativo svizzero 2026 del Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa dal direttore e professore Stefan C. Wolter. Il successivo scambio proficuo con rappresentanti della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha permesso di comprendere meglio le misure e gli approcci previsti dalla CDPE negli ambiti tematici centrali. La discussione si è concentrata in particolare sull’obiettivo relativo alla politica di formazione secondo cui il 95 per cento dei venticinquenni dovrebbe possedere un titolo di studio del livello secondario II, sull’andamento delle percentuali di abbandono al livello terziario e sull’impatto dell’IA sullo studio e sull’insegnamento. Questi temi saranno ulteriormente discussi nell’ambito del nuovo messaggio ERI e nel rispetto delle competenze cantonali.

Presieduta dal consigliere agli Stati Matthias Michel (PLR/ZG), la Commissione si è riunita a Berna il
15 e 16 ottobre 2026. A parte della seduta era presente il consigliere federale Martin Pfister, a capo del DDPS.

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