Nelle due Camere i voti vengono espressi grazie all’ausilio di un dispositivo elettronico.

Ogni deputato vota dal proprio banco con «sì», «no» o «astensione». Nessun deputato è obbligato a votare (art. 56 cpv. 2 RCN; art. 43 cpv. 1 RCS). Il voto per rappresentanza è escluso (art. 56 cpv. 3 RCN).

Il sistema di voto elettronico conta e registra i voti emessi durante ogni votazione (art. 57 cpv. 1 primo periodo RCN; art. 44a cpv. 1 RCS), i voti dei deputati e il risultato della votazione vengono proiettati su schermi in sala (art. 57 cpv. 1 secondo periodo RCN; art. 44a cpv. 2 RCS).

Nel Consiglio nazionale i dati relativi a tutte le votazioni sono pubblicati sotto forma di processi verbali (elenchi nominativi) (art. 57 cpv. 3 RCN), nel Consiglio degli Stati soltanto i dati relativi alle seguenti votazioni:

Se un deputato annuncia alla segreteria della Camera un’assenza a causa di

  • malattia,
  • infortunio,
  • decesso avvenuto nella stretta cerchia familiare o
  • maternità,

è menzionato nell’elenco nominativo come scusato (art. 57 cpv. 4 lett. e RCN; art. 44a cpv. 6 RCS).

Esempio

In caso di guasto dei dispositivi elettronici di voto, nel Consiglio nazionale la votazione avviene per appello nominale (art. 58 RCN). Nel Consiglio degli Stati, in caso di difetto del sistema di voto elettronico e in caso di deliberazione segreta, la votazione avviene per alzata di mano o, se dieci parlamentari lo richiedono, per appello nominale (art. 44 cpv. 2 RCS).

Nella votazione per appello nominale i deputati, nominati in ordine alfabetico, rispondono dal loro banco con «sì» o «no» oppure con «astensione» al quesito posto dal presidente (art. 60 cpv. 2 RCN; art. 46 cpv. 2 RCS). Il risultato è pubblicato, a eccezione delle deliberazioni segrete, sotto forma di elenco nominativo (art. 46 cpv. 5 RCS).

Cenni storici

Fino al 1994 nel Consiglio nazionale i deputati votavano alzandosi in piedi oppure per appello nominale se 30 membri lo richiedevano per iscritto. Nelle votazioni per appello nominale i voti erano pubblicati nel Bollettino ufficiale.

Dopo aver respinto per ben due volte (1979, 1984) la proposta di installare un sistema di voto elettronico, nel 1987 il Consiglio nazionale vi ha infine acconsentito. Nel 1994 il sistema di voto elettronico è stato messo in funzione.

Sin dall’inizio il sistema registrava i voti dei deputati durante tutte le votazioni, anche se in un primo momento i risultati delle votazioni venivano pubblicati sotto forma di elenchi nominativi soltanto

  • nelle votazioni sul complesso,
  • nelle votazioni finali,
  • nelle votazioni sulla clausola d’urgenza o
  • su richiesta di 30 deputati.

I restanti dati relativi alle votazioni erano confidenziali.

Dalla sessione invernale 2003 il Consiglio nazionale ha deciso di pubblicare anche i risultati

  • delle votazioni sullo scioglimento del freno alle spese e
  • della votazione sull’aumento del limite di spesa imposto dal freno all’indebitamento.

Ha inoltre deciso che i restanti risultati delle votazioni non sarebbero più stati confidenziali, bensì consultabili pubblicamente.

Dalla sessione invernale 2007 tutti i risultati delle votazioni elettroniche vengono pubblicati sotto forma di un elenco nominativo nel Bollettino ufficiale e sul sito Internet del Parlamento.

Fino al 2013 il Consiglio degli Stati ha sempre respinto l’idea di installare un sistema di voto elettronico. Dopo numerose difficoltà nel conteggio e su pressione dell’opinione pubblica, il 7 marzo 2013 ha acconsentito infine a installare un simile sistema, entrato in funzione nel 2014.

Prima del 2014 l’espressione del voto avveniva per alzata di mano o per appello nominale su richiesta di dieci membri. Nelle votazioni per appello nominale i voti dei deputati venivano pubblicati nel Bollettino ufficiale.