Le commissioni parlamentari della gestione esamineranno in dettaglio tale procedura, ha affermato nel corso di una conferenza stampa Max Binder (UDC/ZH), presidente della commissione delle comunicazioni. Lo faranno o nell'ambito della procedura già avviata e che riguarda la nomina dei quadri della Confederazione, oppure in maniera indipendente.
Il consigliere federale Moritz Leuenberger ha ribadito davanti alla commissione che la nomina di Claude Béglé era avvenuta a regola d'arte e che il dirigente è stato vittima di una campagna orchestrata. Gli obiettivi strategici assegnati alla Posta lo scorso dicembre dal Consiglio federale rimangono tali e quali e il Cda dell'ex regia non ha preso decisioni riguardo a strategie di espansione all'estero.
Il ministro della comunicazione ha inoltre assicurato che il governo non verserà alcuna indennità di partenza a Béglé. La commissione, che ha ascoltato anche Peter Hasler e il nuovo direttore della Posta Jürg Bucher, si è detta "sollevata per il ritorno ad un clima di tranquillità", stando a quanto riferito da Jean-René Germanier (PLR/VS).
Il nuovo presidente della Posta ha fatto buona impressione. "M.Hasler ci è parso molto motivato", ha sottolineato Binder. Il nuovo "patron" del gigante giallo non è intenzionato a sbandierare idee e progetti sulla pubblica piazza; comunicherà con persimonia e difenderà il parere del cda. Se certe iniziative mirate all'estero rimangono possibili, al centro delle preoccupazioni sarà il mercato svizzero.
Hasler ha riconosciuto che l'azienda è di fronte a grandi sfide, ma ha minimizzato l'ampiezza del futuro calo nel mercato delle lettere: sarà contenuto tra il 10 e il 20%. Da parte sua Bucher ha indicato che in futuro farà soltanto il direttore della Posta e non più di Postfinance.
Dopo queste audizioni la commissioni si pronuncerà sul progetto di completa liberalizzazione del mercato postale e un aggiornamento del dossier è possibile, secondo Max Binder. I dibattiti cominceranno domani: tra le voci critiche sul progetto governativo vi sono quelle della sinistra e delle regioni periferiche, contrarie all'abolizione di qualsiasi monopolio, ma anche quelle della destra, che vorrebbero una accelerata alla liberalizzazione, ha rilevato Germanier.
25.01.2010