Viste le minacce di referendum contro la revisione della legge sulla disoccupazione (AD), la commissione preparatoria degli Stati intende edulcorare gli inasprimenti in vista, soprattutto per i giovani e i disoccupati di lunga durata. L'incremento delle quote pagate dovrebbe inoltre essere inferiore al previsto.

«Visto il pericolo di un naufragio alle urne della revisione - ha dichiarato ai media il presidente della commissione Alex Kuprecht (UDC/SZ) - la commissione vuole mitigare la quarta revisione elaborata dal Nazionale».

All'unanimità ha quindi soppresso il periodo di attesa di 260 giorni per gli studenti che non trovano lavoro al termine della formazione. Per 7 voti a 5 sono tuttavia state mantenute restrizioni per i disoccupati con meno di 25 anni e senza figli a carico. Quest'ultimi, anche se hanno versato contributi per anni dovranno accontentarsi di 200 indennità giornaliere, ossia la metà di oggi. Il Nazionale è stato più severo ponendo il limite a 130 indennità.

La commissione ha respinto l'idea di abbassare a 260 giorni le indennità percepite dai giovani sotto i 30 anni senza figli a carico.

La commissione ha anche voluto risparmiare ulteriori tagli ai disoccupati di lunga durata. No quindi alla proposta di ridurre del 5% l'indennità dopo 260 giorni, per arrivare a un taglio del 10% dopo 330 giorni.

La commissione si è adeguata al Nazionale circa l'idea di attenuare l'incremento dei prelievi sui salari. Raccomanda perciò alla Camera di respingere un aumento temporaneo dello 0,1% per assorbire il debito di questa assicurazione. I risparmi - 230 milioni - dovrebbero essere compensati dai tagli già previsti.

I prelievi sui salari rischiano di passare dal 2 al 2,2%, pari a un aumento delle entrate di 486 milioni. Alle persone con un salario compreso tra 126'000 e 315'000 franchi verrà chiesto un sacrificio - provvisorio - di solidarietà dell'1% (+160 milioni).

«La nuova versione degli Stati implica che si dovranno attendere 16 anni per assorbire il debito attuale dell'AD», ha sottolineato Kuprecht. La Camera dei cantoni affronterà in marzo per la seconda volta la revisione legislativa.

 

19 gennaio 2010