Commissione CN: fare luce sul Gripen
(ats) La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale vuol far luce sulla procedura che ha indotto il Consiglio federale a scegliere il Gripen quale nuova velivolo da combattimento. Alla luce delle recenti accuse circa irregolarità sull'acquisto di questo caccia, la commissione ha affidato questo compito a una sottocommissione.
Quest'ultima deve chiarire tutte le questioni ancora aperte, riferendone alla commissione entro fine aprile-giugno. Essa potrà esaminare tutti i documenti necessari e invitare esperti interni ed esterni, ha indicato oggi Chantal Galladé (PS/ZH), precisando che la sottocommissione non è autorizzata a convocare qualcuno in modo perentorio. Galladé non ha voluto precisare se questo provvedimento fosse un atto di sfiducia nei confronti del governo.
Il mandato della sottocommissione è stato accolto all'unanimità. Vi è una grande necessità di informazione e la commissione deve seguire gli avvenimenti in maniera critica, ha aggiunto la sua presidente. L'obiettivo è di gestire l'acquisto dei nuovi velivoli con cognizione di causa. Galladé ha pure sottolineato la grande portata del dossier dal punto di vista finanziario e della politica di sicurezza.
La presidente ha aggiunto che finora i tre costruttori di velivoli - il gruppo svedese Saab per i Gripen, il francese Dassault (Rafale) e il consorzio europeo EADS (Eurofighter) - hanno ritenuto la procedura corretta. In novembre, il Consiglio federale si era pronunciato per l'acquisto di 22 aerei Gripen, ossia per l'offerta meno costosa (3,1 miliardi di franchi).
Commissione CN: titubanza su prevenzione uso abusivo armi
(ats) La necessità di adottare provvedimenti per prevenire l'uso abusivo delle armi d'ordinanza resta controversa in seno alla Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale. Con un voto di scarto, la commissione esige che l'esercito sia informato automaticamente dei procedimenti penali in corso.
In novembre, poco dopo due omicidi con armi d'ordinanza, la commissione non aveva voluto adottare misure immediate. È tornata su questa problematica nella seduta odierna, ha indicato la sua presidente Chantal Galladé (PS/ZH).
Con 13 voti a 12, grazie al voto preponderante della presidente, la commissione propone di trasmettere una mozione al Consiglio federale. Il testo sollecita basi legali affinché l'esercito sia informato "in modo sufficientemente tempestivo e automatico" dei procedimenti penali in sospeso.
Lo scopo è di permettere una confisca preventiva dell'arma, ha precisato Chantal Galladé. Tuttavia, la forte minoranza ritiene che l'automatismo vada troppo lontano. A suo modo di vedere, un procedimento in corso non deve sfociare necessariamente nel ritiro dell'arma.
Con 14 voti contro 11, la maggioranza propone al plenum di trasmettere anche un postulato. Il governo dovrebbe presentare un rapporto, precisando come il flusso d'informazioni pertinenti per la sicurezza pubblica possa essere garantito tra le autorità di perseguimento penale e l'esercito. Si tratta anche d'indicare il termine previsto affinché le banche dati cantonali siano messe in rete.
Per prevenire l'uso abusivo delle armi da fuoco, la competente commissione degli Stati ha invece dato prova di maggiore fermezza nell'adozione di misure. In una mozione chiede infatti all'unanimità la confisca immediata delle armi da fuoco quando una persona proferisce minacce o commette atti di violenza.
Commissione CN: plenum dovrebbe allinearsi su munizioni a grappolo
(ats) Questa volta il divieto delle munizioni a grappolo dovrebbe superare senza difficoltà lo scoglio del Nazionale. Rassicurata dal nuovo ministro degli esteri Didier Burkhalter, la destra ha cessato di opporvisi.
Con 20 voti senza opposizione e 5 astenuti, la commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale propone al plenum di ratificare la Convenzione internazionale che vieta le munizioni a grappolo. Lo ha indicato oggi la sua presidente Chantal Galladé (PS/ZH). Didier Burkhalter ha potuto garantire che il futuro dell'artiglieria svizzera non è in pericolo.
Temendo per l'esercito, una risicata maggioranza della commissione si era opposta in ottobre al progetto. Il plenum non ha tuttavia voluto seguire questa posizione ed è entrato in materia in dicembre, con 143 voti contro 37.
La Convenzione di Oslo vieta completamente l'utilizzo, lo sviluppo, la produzione, l'acquisto, il trasferimento e l'immagazzinamento di munizioni a grappolo. La Svizzera sarebbe tenuta a distruggere, entro otto anni, le proprie riserve, a parte qualche centinaio di proiettili da conservare a fini d'addestramento e ricerca, in particolare nelle operazioni di sminamento..
ATS, il 24 gennaio 2012