"Il consigliere federale Ueli Maurer ci ha confermato che non verranno adottati sotterfugi qualora il popolo dovesse pronuciarsi contro l'acquisto dei caccia", ha dichiarato stamane ai media il presidente della commissione della politica di sicurezza degli Stati (CPS-S) Alex Kuprecht.
Quanto alla possibilità di noleggiare gli aviogetti, Kuprecht ha spiegato che tale eventualità è stata evocata quale soluzione transitoria - ossia nell'attesa delle fornitura da parte delle Svezia dei primi jet, n.d.r - solo dopo un sì popolare. "Noleggiare i Gripen dopo un no alle urne andrebbe contro la volontà degli elettori", ha aggiunto il "senatore" democentrista.
In merito alla sorveglianza 24 ore su 24 dello spazio aereo come auspicato dal parlamento, Kuprecht ha sostenuto che senza i Gripen, che dovranno sostituire i vecchi caccia Tiger, tale impegno diventerebbe problematico con l'attuale flotta di 32 jet F/A-18.
Ad ogni modo, anche se il popolo dovesse respingere la costituzione di un fondo per i Gripen, il problema del rinnovo della flotta aerea elvetica si presenterà nel 2020-2025, quando bisognerà pensare alle sostituzione degli F/A-18.
L'idea di un "piano B" era stata ventilata in varie dichiarazioni ai giornali domenicali dal presidente della Commissione di politica di sicurezza al Consiglio nazionale, Thomas Hurter (UDC/SH).
Hurter ha affermato che si sarebbero potuti attingere dal budget ordinario delle Forze aeree i soldi per acquistare una dozzina di aviogetti ogni 15 anni senza passare davanti al popolo. Con questa soluzione, ha sostenuto, sarebbe possibile sostituire gli attuali 86 aerei in dotazione con 50-70 nuovi apparecchi da combattimento senza incorrere in un referendum.
Tali dichiarazioni hanno irritato sia il comitato favorevole ai Gripen sia il ministro della difesa Ueli Maurer, secondo i quali non è possibile acquistare i caccia aggirando al volontà popolare. Maurer ha definito le dichiarazioni di Hurter, ex pilota militare, "pura fantasia".
Stando al consigliere federale UDC, se l'acquisto dei Gripen venisse bocciato dal popolo, bisognerà sfruttare più intensamente gli F/A-18 che potranno rimanere operativi solo fino al 2025 invece del 2030. Da quel quel momento "ci troveremmo senza aerei". Senza aerei, ha precisato Maurer, non si potrebbero ospitare manifestazioni di rilievo come il WEF di Davos o le conferenze di pace di Ginevra e Montreux (VD).
ats, 08 aprile 2014