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I Contratti normali di lavoro (Cnl), che fissano salari minimi nei settori dove sono stati rilevati casi di dumping, potranno essere prorogati più facilmente. Il Consiglio nazionale ha accolto, con 103 voti contra 77 e una astensione, un emendamento alla Legge federale sui distaccati proposto dal Ticino e presentato da Marco Romano (PPD).Il testo chiede di autorizzare i cantoni a prolungare i Cnl nei casi in cui si potrebbero ripetere abusi al momento della scadenza senza avviare una complicata e costosa procedura. Tutti i cantoni dove sono in vigore Cnl (oltre al Ticino, Ginevra, Giura e Vallese) sostenevano la proposta che rispetta anche lo spirito federalista visto che "lascia ai Cantoni la libertà di scegliere le soluzioni per la loro particolare situazione", precisava una lettera inviata dal consigliere di Stato Christian Vitta inviata a tutti i consiglieri nazionali.I Cnl, una delle misure di accompagnato alla Libera circolazione, permettono ai cantoni di introdurre salari minimi nei settori dove sono stati costatati abusi salariali gravi e ripetuti, ma hanno durata limitata. In Ticino attualmente sono in vigore 16 di questi contratti, di cui tre scadranno alla fine di quest'anno. Vista la situazione tesa del mercato del lavoro constatata dalla Commissione tripartita ticinese, i tre Cnl dovranno con tutta probabilità essere rinnovati. Con le regole attuali questo richiederebbe un investimento di persone e risorse non indifferenti per effettuare i necessari controlli, ha spiegato Vitta nella missiva. Autorizzare la proroga dei Cnl significa offrire "una soluzione tecnica" a un problema concreto col quale sono confrontati ogni giorno i cantoni di frontaliera.