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Criminalità transfrontaliera e migranti sono problemi che non assillano solo il Ticino o Ginevra. Per questo motivo, il Consiglio federale deve assolutamente rafforzare il Corpo delle guardie di confine che operano nella Svizzera orientale, come chiede una mozione approvata oggi dal Consiglio nazionale (121 voti a 63 e 14 astenuti) e presentata dal sangallese Walter Müller (PLR).Stando a Müller, l'attuale ripartizione delle guardie non è equilibrata. La Svizzera orientale è pericolosamente sguarnita di personale. Urge insomma agire senza per questo sfavorire regioni come il Ticino.Nella sua risposta, il Consigliere federale Ueli Maurer ha dichiarato che, nonostante l'aumento del personale deciso negli ultimi anni, il numero di Guardie di confine è insufficiente in caso di grave crisi. Attualmente, a seconda della situazione sul fronte migratorio, le guardie vengono spostate da una regione all'altra, come accaduto in Ticino in un recente passato (primavera araba).Dopo aver valutato la situazione globale, abbiamo rafforzato negli ultimi mesi la frontiera nord-orientale del Paese. Tuttavia, ha precisato il ministro delle finanze, la situazione potrebbe cambiare rapidamente nell'eventualità che l'Ue decida di chiudere la "rotta balcanica": in questo caso, il Ticino rischierebbe di finire ancora una volta sotto pressione.Per questo motivo, il Consiglio federale e il Dipartimento della difesa stanno studiando la possibilità di inviare soldati ai confini in aiuto alle Guardie di confine. Vista questa possibilità e la flessibilità dell'impiego delle Guardie Maurer ha giudicato inutile la mozione, chiedendo che venisse respinta. Il plenum ha tuttavia deciso altrimenti.