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I riscaldamenti elettrici non saranno vietati, almeno non a corto termine. Il Consiglio degli Stati ha infatti respinto oggi - 31 voti a 1 - una mozione del Nazionale che chiedeva la sostituzione di questo sistema di riscaldamento con altri meno dispendiosi entro il 2025.La Svizzera conta oltre 250'000 riscaldamenti elettrici, che consumano l'equivalente del doppio della produzione annua della centrale nucleare di Mühleberg. La scelta di sistemi più efficienti, come le pompe a calore, permetterebbe di realizzare notevoli risparmi energetici.Malgrado ciò, i "senatori" hanno bocciato la mozione poiché in base alla Costituzione, le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai Cantoni. La Camera dei cantoni ha anche ritenuto che il modello di prescrizione intercantonale, sostenuto dalla Strategia energetica 2050, sia più adatto a rispondere alla sostituzione degli impianti di riscaldamento elettrici. Questo dovrebbe entrare in vigore nel 2020 e lasciare 15 anni di tempo ai proprietari per adeguarsi.