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È entrato nel vivo il dibattito al Consiglio nazionale sulla Riforma III della tassazione delle imprese (RIE III), dossier già trattato dal Consiglio degli Stati nel dicembre scorso. Come previsto, la Camera del popolo ha respinto (135 voti a 47 e 7 astenuti) un proposta di rinvio in commissione presentata dal Partito socialista.Con la RIE III s'intende compensare la prevista abolizione degli statuti speciali per le società holding e quelle di gestione: sono interessate 24 mila società disseminate sull'intero territorio nazionale.Rispetto alla versione degli Stati, quella uscita dalla commissione preparatoria del Nazionale prevede alleggerimenti più sostanziosi per le società - e quindi minori entrate per le casse statali - anche mediante l'abolizione della tassa di bollo.Stando al PS, un riesame del progetto dovrebbe permettere di contenere le mancate entrate della Confederazione a 500 milioni di franchi, invece degli 1,5 miliardi previsti, cui si aggiungerebbero introiti in calo per centinaia di milioni tra Cantoni e Comuni (perdita globale: 2 miliardi, secondo alcune stime).Per Ada Marra (PS/VD), la riforma III non è equilibrata, poiché punta unicamente sugli alleggerimenti fiscali, e non prevede nulla sul fronte delle entrate. Il risultato di questa politica, secondo Marra, sarà un ulteriore taglio alle prestazioni della Confederazione e dei cantoni.Per la Consigliera nazionale vodese, è indispensabile, in un momento come quello attuale in cui Cantoni e Comuni devono fare i conti con bilanci in rosso, rinviare il dossier per contenere le perdite fiscali della Confederazione a 500 milioni di franchi.Per il centro-destra, anche se con accenti diversi (PLR, UDC, PPD, PBD, Verdi liberali), la riforma in discussione permetterà alla Svizzera di adeguarsi ai nuovi standard fiscali internazionali, preservando la competitività, anche a livello fiscale, della piazza economica elvetica.Secondo Olivier Feller (PLR/VD), la riforma III "non va vista solo come un costo, ma come un investimento per il futuro, in grado di creare posti di lavoro e garantire la prosperità del Paese".