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Chi si reca da un medico che esercita in un cantone dove le tariffe sono più elevate di quelle praticate nel cantone di domicilio o di lavoro non sarà più chiamato alla cassa. È quanto prevede una modifica della Legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal) approvata oggi tacitamente dal Consiglio degli Stati. Il dossier passa al Nazionale.Oggi per le cure ambulatoriali gli assicurati possono scegliere liberamente tra i fornitori di prestazioni autorizzati e idonei alla cura della loro malattia. Tuttavia, le casse malattia si assumono al massimo i costi che corrispondono alla tariffa applicata nel luogo di domicilio o di lavoro del paziente.La modifica adottata oggi elimina questa clausola che, oltre ad essere fonte d'incertezza per gli assicurati, causa inutili ed elevati costi amministrativi. "Questa modifica rafforza la libertà di scelta per i pazienti", ha affermato il ministro della sanità Alain Berset.La nuove legge permetterà anche di porre fine alla differenza di trattamento esistente tra i domiciliati nella Confederazione e le persone residenti negli Stati UE/AELS e assoggettati all'assicurazione malattie in Svizzera (frontalieri e pensionati). Quest'ultimi possono infatti scegliere liberamente l'ospedale e l'assicuratore si assume interamente i costi. In futuro gli assicuratori rimborseranno le spese al massimo fino alle tariffe in vigore in un cantone di riferimento scelto dal Consiglio federale.La riforma adottata oggi contiene anche tutta una serie di misure per rafforzare la collaborazione internazionale in materia di cure mediche. La modifica della LAMal permetterà in particolare di dare le basi legali e di estendere a tutte le regioni del Paese un progetto transfrontaliero condotto in Svizzera tedesca.Tra i due cantoni di Basilea e il distretto di Lörrach (D) nonché tra il canton San Gallo e il Liechtenstein esistono dal 2006 progetti pilota di collaborazione transfrontaliera che prevedono l'assunzione dei costi da parte degli assicuratori per cure dei residenti fornite all'estero nelle zone di confine. Complessivamente hanno interessato qualche centinaio di assicurati.Il progetto è stato valutato positivamente dagli attori coinvolti. Nessuna collaborazione transfrontaliera potrà comunque essere attuata contro il volere del cantone di confine interessato e gli assicurati non potranno essere obbligati a farsi curare all'estero.