Sessione

Per rafforzare l'attrattiva della piazza economia elvetica, il Consiglio nazionale intende introdurre una tassa sul tonnellaggio, invece che sugli utili, per le società di navigazione e l'imposta sugli utili corretta degli interessi nozionali.La tassa sul tonnellaggio - non prevista nel messaggio governativo e quindi non trattata dal Consiglio degli Stati lo scorso dicembre - è stata proposta dalla commissione preparatoria del Nazionale durante l'esame preliminare della Riforma III della tassazione delle imprese.Per il campo "borghese", anche se privata di un accesso diretto al mare, la Svizzera figura al 23esimo rango dei paesi con un'attività marittima. Secondo diversi esponenti della destra (PPD, UDC, PLR, Verdi liberali) questa tassa non è un "strumento esotico" - come denunciato dal campo-rosso verde che la considera una sovvenzione al settore dei trasporti, n.d.r - bensì un particolare tipo di imposizione, tra l'altro in vigore in altri Paesi europei, che potrebbe generare centinaia di impieghi e fino a 40 milioni di maggiori entrate per la Confederazione.Nonostante l'avversione del Consigliere federale Ueli Maurer e della sinistra, la maggioranza del plenum ha approvato l'introduzione dell'imposta sugli utili corretta degli interessi nozionali. Questo sistema, in vigore per esempio in Belgio, permette alle imprese di dedurre un interesse fittizio allorché investono in fondi propri.Per il campo rosso-verde, un simile strumento rischia di creare un "buco" nella casse federali di 266 milioni di franchi e di 344 milioni nei cantoni. Per Louis Schelbert (Verdi/LU), la Confederazione, i Cantoni e i Comuni non possono permettersi una simile emorragia di introiti fiscali, vista la situazione attuale difficile sul fronte economico.La concorrenza fiscale tra i Cantoni rischia inoltre di inasprirsi, a detta del Consigliere nazionale ecologista. Oltre a ciò, questo strumento è sempre meno accettato a livello internazionale.Per la destra, invece, si tratta di rendere la piazza economica attrattiva per le imprese internazionali, facendo in modo che si stabiliscano da noi. L'imposta sugli utili corretti degli interessi nozionali dovrebbe compensare la prevista abolizione degli statuti speciali per le società holding e quelle di gestione criticate dall'Unione europea.