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Riprendendo il dibattito, incominciato ieri, sulla Riforma III delle imprese, il Consiglio nazionale ha deciso stamane di innalzare la quota parte di Imposta federale diretta (IFD) versata dalla Confederazione ai Cantoni dal 17% attuale al 20,5%. Gli Stati si erano pronunciati in dicembre per il 21,2%.Simile provvedimento dovrebbe compensare l'abolizione degli statuti fiscali privilegiati concessi da alcuni Cantoni alle holding e società miste estere. In Svizzera si contano circa 24 mila aziende a beneficio di una tassazione speciale. Questi strumenti sono stati criticati dall'OCSE e dall'Ue poiché considerati discriminatori.Ieri, il plenum ha approvato tutta una serie di alleggerimenti fiscali per le società onde evitare che quest'ultime si trasferiscano verso lidi più attrattivi a livello impositivo. Oltre a perdere substrato fiscale, sono in gioco 150 mila posti di lavoro.Da qui l'idea di una compensazione per i Cantoni, tanto più che molti di essi si apprestano ad abbassare l'imposizione sugli utili delle società. Sempre ieri, gli alleggerimenti fiscali decisi dal Nazionale, mediante anche la creazione dei cosiddetti "patent-box", avrebbero come conseguenza una diminuzione del gettito fiscale di quasi 1,5 miliardi solo per la Confederazione. La sinistra avrebbe preferito limitare le perdite fiscali a 500 milioni di franchi.