La Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura, che ha presentato l'atto parlamentare, è preoccupata dai possibili effetti del glifosato, sostanza utilizzata come diserbante classificata come "probabile cancerogeno" dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, un organo dell'Organizzazione mondiale della sanità.
Il Consiglio federale ha giudicato "giudiziosa" la richiesta della commissione e sostenuto quindi la redazione di un rapporto su questo pesticida.
Lo scorso giugno, prendendo posizione su alcuni interventi parlamentari, il Consiglio federale aveva affermato di non voler vietare la vendita e l'utilizzo di glifosato. Il governo aveva ricordato che in Svizzera e in Europa il pesticida non è classificato come cancerogeno.
Non pienamente rassicurata da tali argomentazioni, la commissione aveva depositato un postulato, ora approvato dal plenum. Il governo dovrà quindi verificare se ci sono residui di glifosato nelle derrate alimentari, nei foraggi per animali da reddito, negli animali stessi e nella popolazione. Dovrà anche presentare una panoramica sullo smercio e l'impiego di glifosato in Svizzera e indicare eventuali prodotti sostitutivi.
Stando agli ultimi dati disponibili, ogni anno in Svizzera si vendono 300 tonnellate di glifosato. Secondo analisi eseguite nel nostro paese sulle urine, mostrano che il 40% dei campioni contengono residui di questa sostanza. Vari oratori hanno fatto notare che il glifosato è al centro di polemiche in Europa - anche nei Paesi a noi confinanti - per i presunti effetti nefasti sulla salute.