Il Consiglio federale propone un credito di circa 26 miliardi di franchi, ovvero un aumento annuo del 2% a partire dal 2017, per sostenere la formazione professionale superiore, incoraggiare la carriera scientifica, promuovere la formazione dei medici e l'innovazione in Svizzera.
Per la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Nazionale questa somma non è sufficiente. Intende pertanto investire circa 950 milioni supplementari, di cui 286 milioni verrebbero utilizzati per incrementare i contributi forfettari che la Confederazione versa ai cantoni per la formazione professionale e 300 milioni per il settore dei politecnici federali.
La Svizzera guida la classifica dei Paesi europei in materia di formazione, ricerca e innovazione, e deve rimanerlo, ha sostenuto Christine Bulliard (PPD/FR) a nome della commissione. "I cervelli sono la nostra sola risorsa", ha aggiunto la consigliera nazionale friburghese. Propone quindi di ritornare all'aumento annuo del 3,2% previsto inizialmente dal Consiglio federale. Visto lo Stato attuale finanze della Confederazione, il governo aveva poi ridotto la crescita al 2%.
UDC per rigore budgetario
La terza variante è sostenuta dall'Unione democratica di centro: propone un taglio di quasi 990 milioni rispetto alla proposta governativa. "Il partito è convinto dell'importanza del settore dell'educazione e della ricerca, ma non è disposto a favorirlo a scapito di altri settori", ha sostenuto Aline Glauser (UDC/VD). "Ci battiamo per il rigore budgetario", ha aggiunto.
La commissione delle finanze del Nazionale difende invece la versione del Consiglio federale. A suo avviso, "si tratta di un buon compromesso vista la degradazione delle finanze federali. La priorità budgetaria del settore non è contestata, ma tutti devono apportare il proprio contributo al programma di risparmi, ha detto Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome della commissione.
Destra divisa
Per quanto riguarda i singoli gruppi, i liberali-radicali sono divisi: la maggioranza sosterrà la proposta governativa, ma una minoranza sostiene la variante più generosa: "la Svizzera non ha scelta - ha sottolineato Fathi Derder (PLR/VD) - poiché gli obiettivi ambiziosi non potranno essere realizzati con meno mezzi finanziari".
Anche la maggioranza dei popolari-democratici sostiene la proposta del Consiglio federale, ha annunciato Kathy Riklin (ZH), per la quale la stabilità finanziaria è indispensabile. I membri PPD della commissione della scienza, dell'educazione e della cultura sono invece favorevoli alla proposta più generosa.
Gli altri partiti di centro hanno sostenuto la commissione: "se non vogliamo che la Svizzera si faccia superare in questo settore, dobbiamo sostenere i politecnici federali e la formazione professionale superiore", ha rilevato Isabelle Chevalley (PVL/VD). "Gli investimenti sono ancor più necessari in un periodo di instabilità come quello attuale", le ha fatto eco Rosmarie Quadranti (PBD/ZH).
Sinistra per un +3,2%
I Verdi sono pure favorevoli alla proposta della commissione preparatoria, ovvero un aumento annuo del 3,2%. L'anno scorso il Nazionale si era pronunciato per una crescita annuale del 3,9%, ha ricordato Adèle Thorens (Verdi/VD). "La variante della commissione costituisce quindi un buon compromesso in un contesto di austerità budgetaria" ha aggiunto l'ecologista vodese. "Al di sotto non si può andare".
I socialisti sono sulla stessa lunghezza d'onda: "la Camera sta per prendere decisioni irresponsabili per il Paese", ha deplorato Jean-François Steiert (PS/FR). A suo avviso, i compiti supplementari per il mondo accademico e scientifico nonché l'aumento del numero degli studenti necessiterebbero un aumento annuo del 3,9%. Potrebbero essere realizzati anche con un +3,2%, ma con meno mezzi ciò risulterà impossibile.
Il credito per il periodo 2013-2016 era di 23,8 miliardi di franchi, ha ricordato Johann Schneider-Ammann. Con circa 26 miliardi per i quattro prossimi anni, vi saranno mezzi supplementari a fronte di un rincaro quasi nullo, nonché un maggiore margine di manovra. Gli ambienti interessati sono stati associati alla correzione verso il basso del credito iniziale e si sono mostrati comprensivi con gli imperativi finanziari, ha assicurato il ministro della formazione e della ricerca.
Il dibattito continua con l'esame dettagliato dei diversi crediti. L'entrata in materia non è stata combattuta.