(ats) I mezzi da destinare alla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione per gli anni 2017-2020 stanno suscitando dibattiti accesi oggi in Consiglio nazionale. Tre varianti si stanno opponendo.

Il Consiglio federale propone un credito di circa 26 miliardi di franchi, ovvero un aumento annuo del 2% a partire dal 2017, per sostenere la formazione professionale superiore, incoraggiare la carriera scientifica, promuovere la formazione dei medici e l'innovazione in Svizzera.

Per la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Nazionale questa somma non è sufficiente. Intende pertanto investire circa 950 milioni supplementari, di cui 286 milioni verrebbero utilizzati per incrementare i contributi forfettari che la Confederazione versa ai cantoni per la formazione professionale e 300 milioni per il settore dei politecnici federali.

La Svizzera guida la classifica dei Paesi europei in materia di formazione, ricerca e innovazione, e deve rimanerlo, ha sostenuto Christine Bulliard (PPD/FR) a nome della commissione. "I cervelli sono la nostra sola risorsa", ha aggiunto la consigliera nazionale friburghese. Propone quindi di ritornare all'aumento annuo del 3,2% previsto inizialmente dal Consiglio federale. Visto lo Stato attuale finanze della Confederazione, il governo aveva poi ridotto la crescita al 2%.

UDC per rigore budgetario

La terza variante è sostenuta dall'Unione democratica di centro: propone un taglio di quasi 990 milioni rispetto alla proposta governativa. "Il partito è convinto dell'importanza del settore dell'educazione e della ricerca, ma non è disposto a favorirlo a scapito di altri settori", ha sostenuto Aline Glauser (UDC/VD). "Ci battiamo per il rigore budgetario", ha aggiunto.

La commissione delle finanze del Nazionale difende invece la versione del Consiglio federale. A suo avviso, "si tratta di un buon compromesso vista la degradazione delle finanze federali. La priorità budgetaria del settore non è contestata, ma tutti devono apportare il proprio contributo al programma di risparmi, ha detto Jacques Bourgeois (PLR/FR) a nome della commissione.

Destra divisa

Per quanto riguarda i singoli gruppi, i liberali-radicali sono divisi: la maggioranza sosterrà la proposta governativa, ma una minoranza sostiene la variante più generosa: "la Svizzera non ha scelta - ha sottolineato Fathi Derder (PLR/VD) - poiché gli obiettivi ambiziosi non potranno essere realizzati con meno mezzi finanziari".

Anche la maggioranza dei popolari-democratici sostiene la proposta del Consiglio federale, ha annunciato Kathy Riklin (ZH), per la quale la stabilità finanziaria è indispensabile. I membri PPD della commissione della scienza, dell'educazione e della cultura sono invece favorevoli alla proposta più generosa.

Gli altri partiti di centro hanno sostenuto la commissione: "se non vogliamo che la Svizzera si faccia superare in questo settore, dobbiamo sostenere i politecnici federali e la formazione professionale superiore", ha rilevato Isabelle Chevalley (PVL/VD). "Gli investimenti sono ancor più necessari in un periodo di instabilità come quello attuale", le ha fatto eco Rosmarie Quadranti (PBD/ZH).

Sinistra per un +3,2%

I Verdi sono pure favorevoli alla proposta della commissione preparatoria, ovvero un aumento annuo del 3,2%. L'anno scorso il Nazionale si era pronunciato per una crescita annuale del 3,9%, ha ricordato Adèle Thorens (Verdi/VD). "La variante della commissione costituisce quindi un buon compromesso in un contesto di austerità budgetaria" ha aggiunto l'ecologista vodese. "Al di sotto non si può andare".

I socialisti sono sulla stessa lunghezza d'onda: "la Camera sta per prendere decisioni irresponsabili per il Paese", ha deplorato Jean-François Steiert (PS/FR). A suo avviso, i compiti supplementari per il mondo accademico e scientifico nonché l'aumento del numero degli studenti necessiterebbero un aumento annuo del 3,9%. Potrebbero essere realizzati anche con un +3,2%, ma con meno mezzi ciò risulterà impossibile.

Il credito per il periodo 2013-2016 era di 23,8 miliardi di franchi, ha ricordato Johann Schneider-Ammann. Con circa 26 miliardi per i quattro prossimi anni, vi saranno mezzi supplementari a fronte di un rincaro quasi nullo, nonché un maggiore margine di manovra. Gli ambienti interessati sono stati associati alla correzione verso il basso del credito iniziale e si sono mostrati comprensivi con gli imperativi finanziari, ha assicurato il ministro della formazione e della ricerca.

Il dibattito continua con l'esame dettagliato dei diversi crediti. L'entrata in materia non è stata combattuta.