In un primo tempo la Camera dei cantoni aveva respinto le eccezioni sostenendo che tutti i settori economici devono dare il loro contributo in caso di crisi. Oggi si è invece allineata al Nazionale malgrado l'appello del consigliere federale Johann Schneider-Ammann a trattare tutti allo stesso modo.
Lo scopo della riforma legislativa - le cui linee principali non erano contestate da nessuno - è modernizzare la legge attuale risalente al 1982. Da allora, infatti, le relazioni economiche e i mezzi di comunicazione sono notevolmente cambiati.
L'impalcatura della nuova normativa rimane pressoché uguale: vengono tuttavia snellite le procedure affinché la Confederazione possa intervenire con tempestività prima che si verifichino danni gravi all'economia. Il settore dei beni essenziali (alimenti, farmaci, petrolio) subirà solo piccoli cambiamenti. Misure come lo stoccaggio obbligatorio rimangono. Come oggi, la Confederazione continuerà ad assumere un ruolo sussidiario all'economia privata, ma potrà partecipare ai costi per il deposito delle scorte obbligatorie.