Con questa riforma il governo è tornato alla carica, dopo che nel dicembre scorso le Camere federali avevano bocciato il progetto di revisione totale della legge. A far discutere era stato in particolare un nuovo modello di tassazione in base al rendimento, difeso dal Nazionale, e un eventuale divieto della vendita di alcool tra le 22.00 e le 06.00, sostenuto dagli Stati.
L'integrazione della RFA nell'AFD consentirà di creare nuove sinergie a livello procedurale e garantirà un uso più efficace delle risorse. Alcosuisse, il centro competente per il commercio di alcool puro e di etanolo, non entrerà invece a far parte dell'AFD, ma sarà privatizzato, ha rilevato il ministro delle finanze Ueli Maurer. Taluni parlamentari di sinistra si sono detti preoccupati per le possibili conseguenze sul personale e hanno tentato invano di opporsi a questa privatizzazione.
Attualmente Alcosuisse acquista etanolo all'estero e lo trasforma per oltre 1000 clienti in Svizzera. Strettamente legata alla liberalizzazione dell'etanolo, la sua privatizzazione consentirà alla Confederazione di ritirasi da questo mercato, ha aggiunto Maurer.
Con il monopolio dell'importazione di etanolo, introdotto con la legge del 1886, la Confederazione intendeva lottare contro l'abuso di alcool in seno alla popolazione svizzera. Da allora le cose sono cambiate. L'imposizione di altri beni di consumo - come oli minerali, birra - fornisce oggi meccanismi di regolazione economica meno incisivi e più adeguati. La Svizzera è inoltre il solo Stato europeo che dispone ancora di un monopolio dell'importazione di etanolo.
Nelle intenzioni dell'esecutivo la mini riforma approvata oggi dal Nazionale è ritenuta assolutamente necessaria, viste le strutture obsolete della RFA, e dovrebbe comprendere anche una seconda fase, con le richieste dei Cantoni, del settore agricolo, di quello dei superalcolici, così come della prevenzione.