Lo ha deciso - tacitamente - il Consiglio degli Stati approvando una mozione del consigliere nazionale Christian Wasserfallen (PLR/BE).
I "senatori" hanno così sostenuto l'obiettivo di maggiore trasparenza e efficienza dei costi proposto dall'atto parlamentare. La SSR pubblica peraltro già le informazioni richieste ed è pronta a fare un ulteriore passo.
L'obbligo di comunicare i ricavi e i costi delle emissioni, dei vari settori e di ogni emittente dovrebbe essere inserita nella nuova concessione. Il Consiglio federale aveva infatti già manifestato il suo appoggio alla mozione.
La Camera dei Cantoni ha invece bocciato una mozione della consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH) che chiedeva al Consiglio federale di considerare e analizzare nel suo rapporto sul servizio pubblico, annunciato per metà 2016, tutti gli interventi parlamentari in materia di politica dei media ancora pendenti, che sono stati presentati entro la fine della sessione autunnale 2015.
I "senatori" ritengono non necessario affidare all'esecutivo un ulteriore incarico che ritarderebbe la redazione e la discussione del rapporto. Lo scorso dicembre, inoltre, gli Stati si erano già espressi contro una mozione di uguale tenore, ha ricordato Olivier Français (PLR/VD) a nome della commissione.