(ats) Le casse della Confederazione non dovrebbero essere private temporaneamente di un miliardo di franchi con la revisione parziale della legge sull'IVA. Il Consiglio degli Stati ha ribadito oggi la sua posizione su questo aspetto della riforma dopo il "forcing" riuscito dalla destra ieri al Nazionale.

La divergenza tra le due Camere riguarda la possibilità di sottoporre all'IVA una prestazione esclusa dal campo dell'imposta. Secondo gli Stati, questa opzione non deve essere offerta nel settore immobiliare se il destinatario attribuisce o intende attribuire un bene esclusivamente a scopi abitativi. Per la Camera del popolo questa disposizione non colpirebbe soltanto il settore immobiliare ma anche le assicurazioni, le case da gioco e il settore finanziario.

Pertanto - con 93 voti contro 90 e 5 astenuti - il Nazionale ha deciso ieri di stralciare questa disposizione. Durante un anno, in principio nel 2018, la Confederazione potrebbe così perdere un miliardo, che dovrebbe recuperare altrove, ha sottolineato il consigliere federale Ueli Maurer. Questa asserzione del ministro delle finanze ha convinto gli Stati a confermare la loro versione.

La Camera del popolo dovrebbe pronunciarsi nuovamente sulla questione durante la sessione autunnale.

Altre divergenze appianate

Per il resto, il Consiglio degli Stati si è allineato alle esigenze del Nazionale. Ha rinunciato a chiedere che talune prestazioni sussidiate dallo Stato, come l'impiego di pompieri sulle strade nazionali o la promozione regionale, e fornite dai Comuni siano esentate dall'Iva.

Il Nazionale aveva infatti ritenuto che la proposta crei più problemi di quanti ne risolva e porti a una disparità di trattamento tra imprese private e enti pubblici.

I "senatori" hanno anche rinunciato a precisare che nel settore immobiliare l'IVA deve essere prelevata se i lavori di costruzione o trasformazione sono stati avviati dopo la conclusione del contratto o della promessa di vendita. Secondo il Nazionale, la pratica attuale ha dimostrato tutta la sua validità.