(ats) "No" a controlli nelle aziende per verificare la parità salariale tra uomo e donna, anche perché è già in corso un esame del problema da parte del Consiglio federale. È quanto ha deciso oggi il Consiglio degli Stati che ha archiviato una mozione peraltro accolta dal Nazionale.

Stando alla maggioranza dei "senatori", la questione delle discriminazioni nelle remunerazioni tra uomo e donna fa parte della revisione della legge sulla parità; il governo prevede di costringere le società con oltre 50 dipendenti ad eseguire un'analisi sui salari ogni quattro anni. La mozione bocciata oggi va più lontano.

Diversi oratori di sinistra si sono battuti, senza successo, a favore di quest'atto parlamentare, trovando strano che esistano meccanismi di controllo salariale dappertutto, tranne che per la parità uomo-donna, benché simile principio sia iscritto nella Costituzione federale fin dal 1981.

Per la maggioranza dei "senatori", il dibattito di fondo andrà fatto quando il Governo avrà presentato le sue proposte nell'ambito della revisione legislativa in corso.