(ats) Non convince il progetto lanciato dal consigliere federale Alain Berset per migliorare la qualità delle cure con un contributo da parte degli assicurati. Il Consiglio degli Stati ha respinto oggi - con 27 contro 16 - il disegno di legge, giudicandolo troppo burocratico. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi.

Soltanto la sinistra e i "senatori" Werner Luginbühl (PBD/BE) e Beat Vonlanthen (PPD/FR) hanno sostenuto il ministro della sanità. "Il problema è importante e lacune sono state constatate", ha sottolineato, invano, Hans Stöckli (PS/BE). "Occorre assolutamente concedere alla Confederazione i mezzi finanziari e gli strumenti per intervenire", ha aggiunto il socialista bernese, rilevando che i cantoni e diverse organizzazioni professionali auspicano che si legiferi in materia.

Anche Alain Berset ha tentato a più riprese di convincere gli Stati a votare l'entrata nel merito. "Regolarmente si constatano errori di trattamento e incidenti medici che avrebbero potuto essere evitati, come infezioni durante le cure, prescrizioni di medicinali non corrette o diagnosi errate", ha dichiarato il ministro socialista. "Questi incidenti costano caro e sono fonte di sofferenze inutili per i pazienti", ha aggiunto.

Secondo estrapolazioni, un paziente su dieci sarebbe confrontato con questi problemi. Diverse migliaia di decessi potrebbero essere evitati. In Svizzera si registra un tasso di infezioni più elevato che nel resto d'Europa. "Il potenziale di economie ammonta a alcune centinaia di milioni di franchi", ha sottolineato, invano, Liliane Maury Pasquier (PS/GE).

Legge inutile

Pur essendo d'accordo che questi problemi devono essere risolti, la maggioranza borghese è del parere che la legislazione in vigore dia alla Confederazione sufficienti possibilità di promuovere la qualità delle cure. A suo avviso, tocca in primis agli ospedali, ai medici, ai farmacisti e agli assicurati risolvere la questione.

"È davvero necessario sviluppare ulteriormente la burocrazia con una moltiplicazione di programmi?", si è chiesto Alex Kuprecht (UDC/SZ), per il quale se un prodotto non funziona è destinato a sparire dal mercato.

"Quando una legge non è utile, occorre rinunciarvi", ha rilevato Konrad Graber (PPD/LU) a nome della commissione della sicurezza sociale e della sanità. Quest'ultima ha dapprima voluto un miglioramento del progetto, ma vi ha poi rinunciato vista la posizione difensiva dell'amministrazione, ha affermato Graber.

Nessuna tassa supplementare

Il "senatore" lucernese se l'è presa con il "sistema fortemente centralizzato" proposto dal Consiglio federale, in seno al quale l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) giocherebbe un ruolo preponderante. A suo avviso, non occorre inoltre far pagare un supplemento agli assicurati.

Per finanziare il suo progetto, il Consiglio federale propone un budget di circa 20 milioni di franchi. Questo sarebbe garantito dagli assicurati adulti con una partecipazione di un importo massimo dello 0,07% del premio annuo medio.

"Si tratta di circa 3 franchi e 50 e per assicurato. Non è molto, ma la qualità dovrebbe essere compresa nelle prestazioni fornite", ha commentato Karin Keller-Sutter (PLR/SG).

Messa in rete

Il progetto governativo, durato cinque anni, punta a mettere in rete le strutture attuali e introdurrebbe un servizio incaricato di coordinare i lavori, di attribuire i mandati, di sottoporre suggestioni per l'attuazione dei programmi e di sviluppare nuovi indicatori. I vari attori sarebbero coinvolti per il tramite di una commissione extraparlamentare. anni, punta a mettere in rete le strutture attuali e introdurrebbe un servizio incaricato di coordinare i lavori, di attribuire i mandati, di sottoporre suggestioni per l'attuazione dei programmi e di sviluppare nuovi indicatori. I vari attori sarebbero coinvolti per il tramite di una commissione extraparlamentare.

Programmi nazionali esistono già nell'ambito della chirurgia e della prescrizione di medicinali. Per il Consiglio federale, si tratterebbe di consolidare questa via.

Alain Berset sulla difensiva

"Ci avete fatto lavorare durante cinque anni per poi gettare alle ortiche i risultati", ha deplorato Alain Berset di fronte allo scetticismo dei "senatori". Il ministro della sanità ha ricordato invano che è stato il Parlamento a chiedere al governo di legiferare a partire dal 2009.

Il consigliere federale aveva già dovuto rivedere al ribasso le sue ambizioni, rinunciando a creare un centro nazionale. Questa soluzione era stata criticata dai medici, dagli ospedali, dagli assicuratori e dai cantoni durante la procedura di consultazione.