"Si tratta di fissare obiettivi ragionevoli e raggiungibili, poiché queste gigawattore bisognerà ancora produrle!", ha sottolineato in aula Christian Wasserfallen (PLR/BE).
Per la minoranza rosso-verde, un obiettivo più elevato avrebbe favorito la sicurezza dell'approvvigionamento energetico della Svizzera, riducendo le importazioni. "La differenza tra i due obiettivi equivale alla produzione della centrale di Mühleberg", ha rilevato invano Bastien Girod (Verts/ZH).
Seguendo il Consiglio degli Stati, la maggioranza di destra della Camera del popolo ha anche deciso - con 98 voti contro 91 - di sostenere le piccole centrali idroelettriche, con una potenza compresa tra 1MW e 10 MW. La sinistra e il PPD si sono opposti invano alla proposta, poiché - a loro avviso - tali microimpianti possono arrecare gravi danni alla natura e non sono abbastanza produttivi.
La destra è riuscita inoltre a far votare il principio che la costruzione di centrali idroelettriche o eoliche di interesse nazionale deve essere favorita anche in zone protette. La maggioranza del Nazionale ha infatti respinto - con 100 voti contro 88 - una proposta di compromesso del Consiglio degli Stati, adducendo che vi sarebbero state troppe possibilità di ricorso e di blocco di progetti da parte di associazioni ambientaliste.
Altra divergenza mantenuta: con 123 voti contro 65 e 1 astenuto, il Nazionale ha ribadito la propria opposizione alla possibilità di sostituire il sistema di rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC) con un incentivo all'immissione. Gli Stati si sono sempre detti favorevoli a questa opzione.
La maggioranza della Camera del popolo ha infine respinto - con 104 voti a 84 - una proposta di "bonus agricolo" da concedere ai produttori di biogas che valorizzano i concimi della propria azienda agricola.
I dibattiti continuano.