(ats) Il futuro programma volto a lottare contro la carenza di personale medico qualificato deve beneficiare di un credito di 8 milioni di franchi per il periodo 2017-2020. Lo ha deciso all'unanimità il Consiglio degli Stati discutendo, a livello di divergenze, della nuova Legge federale sulle professioni sanitarie (LPSan).

Questi 8 milioni - respinti di poco dal Nazionale (95 voti contro 94 e un astenuto) - sono un tetto massimo e non peseranno sul budget della Confederazione. Saranno infatti compensati all'interno del Dipartimento federale dell'interno (DFI), ha spiegato il suo responsabile il Consigliere federale Alain Berset.

Le altre divergenze (priorità a una formazione pratica e incentrata sui pazienti, disposizioni sul segreto professionale, equivalenza dei diplomi intercantonali in osteopatia rilasciati entro il 2023 e conoscenza delle lingue) sono invece tutte state eliminate.

Lo scopo della nuova LPSan è promuovere e garantire la qualità della formazione impartita dalle scuole universitarie professionali (SUP) e dell'esercizio della professione del personale sanitario. Per migliorare la sicurezza dei pazienti e sorvegliare l'esercizio delle attività sanitarie sarà istituito un registro nazionale delle relative professioni.

Si tratta, tra l'altro, di proteggere i pazienti da pratiche poco ortodosse. In questo senso il registro, in cui saranno iscritte le eventuali misure disciplinari, permetterà di evitare che un professionista sanzionato possa continuare a esercitare.

Il registro sarà istituito sul modello di quello delle professioni mediche che già censisce medici, dentisti, chiropratici, farmacisti e veterinari. Al suo interno verrà precisato quale diploma ha ottenuto il singolo praticante.