"È necessario conservare un minimo di flessibilità per evitare che altri settori subiscano le conseguenze in caso di misure di risparmio", ha spiegato Olivier Français (PLR/VD) a nome della commissione. "A soffrirne potrebbero essere l'esercito, l'agricoltura o la formazione", ha precisato la consigliera federale Doris Leuthard.
L'udc e il PLR avrebbero voluto una formulazione più restrittiva che non lasciasse spazio alle interpretazioni. "Le necessità della strada sono importanti. È necessaria una sicurezza finanziaria che garantisca la realizzazione di tutti i progetti in sospeso", ha sostenuto, invano, Werner Hösli (UDC/GL).
La quota della destinazione vincolata dell'imposta sugli oli minerali a favore del traffico stradale sarà così portata dall'attuale 50% al 55% e dopo due anni al 60%. Con 24 voti contro 21, i "senatori" - contrariamente a quanto auspicato dal Nazionale - hanno ribadito che questi 10 punti supplementari possono appunto essere ridotti in caso di necessità ("non oltre il 10%" è la formulazione scelta, mentre il Nazionale specificava "il 10%").
Altra divergenza mantenuta: la facoltà di lasciare al governo la competenza di adeguare al rincaro il supplemento fiscale sugli oli minerali, che il Nazionale non vuole concedere. "Questo punto eviterà di modificare a intervalli regolari la legge per adeguare all'inflazione l'ammontare della tassa", ha sostenuto Français.
Secondo Peter Föhn (UDC/SZ) l'incremento automatico della tassa, oltre a essere contraria alle usanze fiscali elvetiche, pone dei problemi costituzionali. Per la ministra dei trasporti Doris Leuthard, non ci sono invece ostacoli giuridici. La proposta di mantenere questa divergenza è quindi stata accettata con 40 voti a 4.
Tutti gli altri punti che opponevano le due Camere sono invece stati eliminati. I Cantoni avranno così la possibilità di prefinanziare alcuni progetti stradali. Le aree di sosta potranno da parte loro essere provviste di stazioni di distribuzione di carburanti alternativi, in particolare elettricità, nonché di impianti mobili di ristorazione di piccole dimensioni (i cosiddetti "food truck", ndr).
Il dossier torna ora al Nazionale per l'esame delle ultime due divergenze rimaste.
FOSTRA: punti chiave già adottati
I punti essenziali del progetto FOSTRA erano già stati approvati dalle due Camere durante le passate sessioni. Sono dunque già acquisiti. Si tratta in particolare della creazione di un fondo di finanziamento permanente. Questo sarà finanziato con parte degli introiti provenienti dalle tasse sui carburanti che oggi finiscono nella cassa generale della Confederazione e con un aumento delle tasse sui carburanti di 4 centesimi al litro.
In futuro per la strada saranno quindi disponibili complessivamente 510 milioni di franchi supplementari all'anno: 250 milioni derivanti dall'aumento della quota della destinazione vincolata dell'imposta sugli oli minerali, 200 milioni generati dall'aumento delle tasse sui carburanti e 60 milioni versati dai cantoni a titolo di compensazione. Il fondo sarà inoltre alimentato dai proventi dell'imposta sugli autoveicoli, che negli ultimi anni sono stati di circa 375 milioni di franchi annui.
Il Fondo FOSTRA sarà anche utilizzato per finanziare la mobilità dolce e il traffico ferroviario. L'obiettivo è di sgravare le strade degli agglomerati. Il Parlamento ha poi anche ripescato il decreto concernente la rete delle strade nazionali, abbandonato dopo il "no" popolare - il 24 novembre 2013 - all'aumento della "vignetta" autostradale.
Concretamente, il decreto prevede il passaggio di circa 400 chilometri di strade cantonali alla Confederazione. Tra di queste figurano gli attuali collegamenti Bellinzona-Locarno e Mendrisio-Stabio-Gaggiolo, nonché la strada del passo del Giulia (Julierpass/GR).
Tale passaggio potrebbe dunque facilitare l'eventuale realizzazione di un nuovo collegamento veloce A2-A13 sul piano di Magadino. Ma questa è ancora musica del futuro.