(ats) La revisione della Legge sui lavoratori distaccati, che prevede una proroga facilitata per i Contratti normali di lavoro (CNL) e sanzioni più elevate per chi viola le condizioni lavorative e salariali minime, è pronta per le votazioni finali. Quest'ultimo scoglio non sarà però facile da superare.

Nel corso del dibattito tenutosi al Consiglio nazionale, Daniela Schneeberger (PLR/BL) ha infatti affermato che la maggioranza del gruppo liberale-radicale (oltre verosimilmente all'UDC, ndr.) si opporrà alla legge durante le votazioni finali. A non piacere è la possibilità di prorogare i CNL anche solo se esiste il sospetto che ci saranno nuovi abusi salariali al loro scadere.

Oggi il Nazionale ha eliminato l'ultima divergenza che concerneva le possibili sanzioni. Nel disegno di legge proposto dal governo, ai datori di lavoro che violano le condizioni lavorative e salariali minime previste dalle misure di accompagnamento possono essere inflitte multe fino a 30'000 franchi oppure un divieto - per le imprese estere - di operare in Svizzera per un periodo da uno a cinque anni.

Il Nazionale, seguendo gli Stati, ha però deciso che le due sanzioni potranno essere cumulate nei casi particolarmente gravi. "Visti i numerosi abusi constatati, la misura proposta dai 'senatori' è più che sensata", ha sostenuto Markus Ritter (PPD/SG). "Si tratta di proteggere le imprese svizzere da quelle estere che non rispettano le condizioni salariali minime", ha aggiunto il relatore della commissione Dominique de Buman (PPD/FR).

L'udc e il PLR hanno tentato di bocciare la proposta. La nozione di "casi particolarmente gravi" è troppo vaga e lascia spazio alle interpretazioni, ha deplorato Hansjörg Walter (UDC/TG). "Meglio avere leggi chiare", ha precisato, invano.