(ats) Nell'ambito delle procedure di notifica previste dalla legge sull'imposta preventiva, i grandi gruppi dovrebbero ottenere agevolazioni in maniera retroattiva. Con 27 voti contro 13 e 5 astenuti, il Consiglio degli Stati si è allineato oggi al Nazionale, sostenendo l'applicazione di questa nuova regolamentazione a partire dal 2011, così come chiede un'iniziativa parlamentare di Urs Gasche (PBD/BE).

Il testo riguarda circa 70 mila imprese sulle 400 mila sottoposte all'imposta preventiva.

Un minoranza di sinistra, guidata da Christian Levrat (PS/FR), ha messo in guardia da simile modifica: "in gioco vi sono 600 milioni di franchi, che la Confederazione sarebbe costretta a riversare alle aziende, se la nuova regolamentazione dovesse avere effetto retroattivo al 2011", ha sottolineato invano il presidente del Partito socialista.

A suo avviso, non è inoltre giustificato fare un'eccezione per una piccola parte (5%) delle imprese, non sanzionandole se non rispettano i termini di notifica.

Nonostante il parere negativo del consigliere federale Ueli Maurer e altre critiche provenienti da sinistra, la maggioranza del plenum ha adottato l'iniziativa Gasche.

Il dossier ritorna tuttavia per la terza volta al Nazionale per appianare una divergenza minore. Secondo la Camera del popolo, alle aziende che non rispettano il termine di 30 giorni, oltre agli interessi di mora deve essere inflitta una sanzione penale.

Per i "senatori", invece, le conseguenze giuridiche dei ritardi sono del tutto sproporzionate. I ritardatari dovrebbero tutt'al più versare una multa di 5 mila franchi al massimo.