L'udc ha tentato, invano, di far naufragare l'intesa criticando la corruzione in voga nello Stato sudamericano: "il Brasile è uno dei Paesi più corrotti, la lista degli scandali politici e finanziari è lunga", ha sostenuto Thomas Matter (UDC/ZH). Non dobbiamo farci intimorire da liste nere stilate da una nazionale così, ha aggiunto lo zurighese.
"Non bisogna nascondere la testa sotto la sabbia, il Brasile non è perfetto, lo scandalo Petrobras e il recente colpo di Stato costituzionale ne sono la prova. Ma c'è una volontà chiara della giustizia brasiliana di lottare contro la corruzione", ha replicato Christian Lüscher (PLR/GE).
Secondo il governo, la cancellazione dalla lista nera dei Paesi che dispongono di uno scambio di informazioni fiscali insufficiente fornirà alle imprese svizzere attive in Brasile maggiore certezza del diritto e sicurezza per quanto concerne gli investimenti.
L'iscrizione della Svizzera nella lista nera brasiliana risale al 2010. In seguito alle pressioni elvetiche, la autorità del Paese americano ne avevano sospeso l'applicazione. Con l'accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale ("Tax Information Exchange Agreement", TIEA) la Confederazione potrà essere definitivamente tolta dall'elenco.
Il Nazionale in seguito ha approvato tutta una serie di accordi che permetteranno di introdurre lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari con l'Islanda, la Norvegia, Guernsey, Jersey, l'Isola di Man, il Giappone, il Canada e la Corea del Sud. L'entrata in vigore delle otto intese è prevista per il 2017, con un primo scambio di dati nel 2018.