(ats) Il registro di commercio deve essere modernizzato. Il Consiglio degli Stati ha adottato oggi - con 41 voti senza opposizioni - una revisione in tal senso del Codice delle obbligazioni (CO). Rispetto al progetto del Consiglio federale, la Camera dei cantoni ha apportato diverse correzioni, rifiutandosi in particolare di abolire la cosiddetta "indivisione", ovvero la comunione dei beni mediante atto pubblico.

L'ultima revisione globale delle disposizioni del CO concernenti il diritto del registro di commercio risale al 1937. La nuova versione prevede l'uso sistematico del numero AVS quale identificatore.

L'aspetto centrale della riforma è costituito dall'istituzione di un'infrastruttura nazionale del registro del commercio da parte della Confederazione. Attualmente i dati sono conservati in modo decentralizzato nelle banche dati degli uffici cantonali. È quindi impossibile determinare per l'insieme del Paese chi esercita quale carica in quale entità giuridica e con quale potere di firma.

Per colmare questa lacuna, in futuro le informazioni saranno direttamente pubblicate su Internet e gli uffici cantonali le metteranno a disposizione assieme ad altri dati quali le cariche e i diritti di firma.

Inoltre, le iscrizioni non dovranno più essere obbligatoriamente pubblicate nel Foglio ufficiale svizzero del commercio poiché, grazie all'infrastruttura nazionale, saranno pubblicate su Internet. Tale misura consente di uniformare l'attuazione del diritto in materia di registro del commercio e di quello societario, nonché di accorciare le procedure.

"Indivisione"

I "senatori" hanno apportato diverse modifiche al progetto governativo. La Camera dei cantoni ha in particolare respinto la proposta di abolire l'"indivisione" durante una successione. Tale regime permette di decidere il mantenimento di un bene in seno alla famiglia, di rinunciare per un periodo determinato o indeterminato alla divisione dei beni o di escludere anticipatamente ogni trasferimento di un patrimonio a terzi.

Il Consiglio federale riteneva anacronistico questo sistema che in passato era ampiamente utilizzato nel mondo contadino per evitare il frazionamento della proprietà. Attualmente rimangono una cinquantina di casi di "indivisione", ha sostenuto invano la ministra della giustizia Simonetta Sommaruga. Ma la Camera non l'ha seguita e ha preferito allinearsi al parere della commissione, secondo cui tale disposizione dovrebbe essere abolita in una revisione di legge che la riguarda specificatamente, ha spiegato Fabio Abate (PLR/TI)

Altre precisioni

Il Consiglio degli Stati ha inoltre precisato che gli agricoltori e i membri di professioni liberali non dovrebbero essere sottoposti all'obbligo di iscriversi nel registro di commercio, qualora non gestiscano un'impresa commerciale che totalizza almeno 100'000 franchi di fatturato.

La Camera dei cantoni ha pure deciso che coloro che lasciano una professione possono richiedere autonomamente la propria radiazione dal registro. Per colmare una lacuna nel diritto penale, i "senatori" hanno pure completato il progetto: se gli attivi non coprono più i debiti, i liquidatori informano il giudice che dichiara il fallimento.

La Camera del popolo deve ancora pronunciarsi.