(ats) Il legame strategico tra cooperazione allo sviluppo e migrazione va rafforzato. Ne è convinto il Consiglio nazionale che oggi ha appianato l'ultima divergenza col Consiglio degli Stati riguardo l'aiuto allo sviluppo per gli anni 2017-2020. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Durante questo lasso di tempo, per il sostegno ai Paesi poveri o in via di sviluppo la Confederazione metterà a disposizione 11,11 miliardi di franchi. Entrambi i rami del Parlamento si erano già messi d'accordo su questo punto.

Per quanto attiene al legame tra aiuto allo sviluppo e migrazione, in un primo momento la camera del popolo si era accontentata di chiedere che i programmi e i progetti inglobassero "per quanto possibile gli elementi della politica migratoria".

I "senatori", invece, avevano chiesto un legame strategico tra i due ambiti. Oggi al Nazionale questa soluzione è stata caldeggiata anche dal ministro degli esteri Didier Burkhalter, il quale ha precisato che il 20% dei crediti quadro sono destinati alla migrazione.

Il testo dei "senatori", fatto proprio dal Consiglio nazionale, chiede che venga incoraggiata la conclusione di accordi e partenariati nel settore della migrazione con quei Paesi che ricevono fondi dall'aiuto allo sviluppo elvetico. A tale riguardo, Burkhalter ha parlato di un accordo in via di conclusione con lo Sri Lanka, per esempio.