(ats) I futuri soldati non vanno sottoposti a test antidroga preventivi: una simile misura sarebbe troppo costosa e sproporzionata. Ne è convinta la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) che chiede al plenum di respingere una mozione in tal senso del "senatore" Daniel Jositsch (PS/ZH) già approvata dalla Camera dei cantoni nel giugno scorso durante la sessione estiva delle Camere federali.

In una nota odierna dei servizi parlamentari, la CPS-N sostiene all'unanimità l'inutilità di una simile mozione visto che già oggi "possono essere eseguiti test ai militari in caso di un sospetto concreto di consumo di droghe".

Inoltre, argomenta la CPS-N, l'attuale sistema, che si fonda sullo stretto contatto tra i militari e sulla fiducia, ha dato buoni risultati. Finora non sono stati nemmeno provati incidenti dovuti all'influsso di droghe durante il servizio militare (escluso il traffico stradale).

Stando al consigliere agli Stati socialista, al momento non esiste alcuna base legale che permetta lo svolgimento di simili test tra i soldati. Eppure il problema del consumo di droga tocca anche la truppa, aveva sostenuto davanti al plenum il "senatore" zurighese, professore di diritto penale all'università di Zurigo.

Simili test sono utili per prevenire incidenti con l'arma oppure incidenti stradali, aveva poi affermato Jositsch facendo l'esempio di quanto già accade con gli automobilisti.

Nel suo intervento, il consigliere federale Guy Parmelin si era detto favorevole alla mozione in nome della prevenzione, aggiungendo che si sarebbe battuto per un'applicazione proporzionale di simili future analisi.