(ats) È impensabile che trattati internazionali come la Convenzione europea dei diritti dell'uomo o l'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'UE possano unicamente essere denunciati dal Consiglio federale: il Parlamento, e eventualmente il popolo, devono avere l'ultima parola in merito.

All'unanimità la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio Nazionale raccomanda al plenum di approvare un'iniziativa parlamentare in questo senso depositata dall'omologa commissione degli Stati. Quest'ultima potrà quindi redarre un progetto concreto, indicano oggi i Servizi del Parlamento in una nota.

Non trova quindi sostengo il punto di vista del Consiglio federale: esso ritiene infatti che spetti a lui "la competenza di denunciare trattati internazionali conformemente all'articolo 184 capoverso 1 della Costituzione federale".

L'iniziativa parlamentare si appella al principio del parallelismo: "se l'Assemblea federale o il Popolo hanno la competenza di approvare la conclusione di un trattato internazionale, essi avranno anche la competenza di approvarne la denuncia". Altrimenti i cittadini si troverebbero defraudati dei loro diritti essenziali.