Contro il parere della sua commissione, la Camera dei cantoni ha respinto (24 voti a 19) una proposta di non entrata del merito difesa da UDC e PLR. Il dossier ritorna quindi in commissione per essere discusso nei particolari.
Il progetto del governo riguardante la modifica della legge sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia è diviso in due parti: da un lato, per un periodo di cinque anni sono previsti aiuti finanziari ai Cantoni affinché questi e i Comuni possano aumentare i sussidi a favore degli asili nido. Per questo sistema di incentivi l'esecutivo prevede complessivamente 82,5 milioni di franchi.
Dall'altro, si prevede di sostenere nel medesimo periodo progetti volti ad adeguare maggiormente l'offerta di servizi di custodia ai bisogni dei genitori (lavoratori a turni o parziali, ecc). A tale scopo sono previsti al massimo 14,3 milioni.
I Cantoni che prevedono ulteriori sovvenzioni per asili nido riceverebbero nel primo anno aiuti finanziari per il 65% di questo aumento, ma nel terzo ed ultimo anno solo per il 10%.
Nonostante l'invito a non entrare nel merito sia della commissione delle finanze che di quella della socialità, il plenum ha accolto l'accorato invito della sinistra e di diversi esponenti del centro (specie PPD) di voler almeno discutere il tema.
Il popolo, ha dichiarato il "senatore" Didier Berberat (PS/NE) non potrebbe capire la decisione di sbattere la porta senza nemmeno affrontare nei particolari questo progetto, specie alla luce della volontà espressa in votazione nel 2014 (leggi: iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa), e sostenuta sia da Governo che parlamento, di sfruttare appieno le potenzialità del mercato del lavoro interno.
Per il consigliere agli Stati Filippo Lombardi (PPD/TI), la strategia del Consiglio federale per sopperire alla futura penuria di forza lavoro è molto importate per il futuro del Paese. Nonostante il programma di impulso - in vigore dal 2003 e prolungato fino al 2019 n.d.r - della Confederazione per la creazione di asili nido sia stato un successo, il bilancio di troppe famiglie è eccessivamente gravato dal costo dell'accoglienza extrafamigliare dei figli.
Diversi esponenti di sinistra hanno messo in rilievo l'importanza di recuperare per l'economia la forza lavoro femminile penalizzata a loro dire dall'eccessivo costo degli asili nido. Spesso queste persone, magari altamente qualificate, rinunciano semplicemente a lavorare perché non ne vale la pena.
I "senatori" contrari al progetto governativo hanno criticato, in particolare, l'invadenza della Confederazione in un settore di competenza dei cantoni e il sistema di incentivazione regressivo che in breve tempo potrebbe comportare un trasferimento degli oneri a carico dei Cantoni o dei Comuni. Nelle parole del "senatore" Olivier Français (PLR/VD), "il progetto difetta di una sufficiente sostenibilità finanziaria, insomma non dispone di basi solide".
Diversi "senatori" hanno poi giustificato il rispettivo "no" con l'attuale legge sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini, la cui validità è stata già prolungata due volte e in base alla quale continua ad essere sostenuta, fino a gennaio 2019. Tale legge, che ha permesso la creazione di 53 mila posti per bimbi in strutture di accoglienza, basta e avanza.
Ora Cantoni e Comuni possono camminare da soli tanto più che l'87% delle famiglie, secondo Hans Wiki (PLR/NW), è coperto grazie a questa legge.
Nel suo intervento, il Consigliere federale Alain Berset ha sottolineato l'importanza del progetto governativo alla luce dell'evoluzione demografica. Nel 2025, col pensionamento dei baby-boomers, alla Svizzera mancherà mezzo milione di lavoratori qualificati, ha dichiarato il ministro della socialità.
Da qui l'importanza di sfruttare al massimo i talenti interni al Paese, sovente donne ben istruite, così come chiede l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Si tratta insomma, come ripetuto diverse volte in aula dai propugnatori del progetto governativo, di una questione di "coerenza".