(ats) L'agricoltura non dovrà partecipare ai programmi di risparmio nella misura voluta dal Consiglio federale. È l'opinione del Consiglio degli Stati, che - con 33 voti a 3 e 5 astenuti - oggi ha deciso stanziamenti in favore dei contadini per gli anni 2018-2021 dell'ordine di 13,560 miliardi di franchi. In settembre il Nazionale era stato più generoso (13,792 miliardi).

Seguendo su tutta la linea la sua commissione preparatoria, la Camera dei cantoni ha optato per stanziamenti pari a 563 milioni di franchi per il miglioramento delle basi di produzione e delle misure sociali, 1,747 miliardi per la promozione della produzione e dello smercio e 11,25 miliardi per il versamento di pagamenti diretti.

In aula questa proposta è stata preferita per 21 voti contro 19 a quella di una minoranza guidata da Christian Levrat (PS/FR), che chiedeva una riduzione a 1,737 miliardi di franchi per la promozione della produzione e dello smercio e a 11,236 miliardi per il versamento di pagamenti diretti.

Un'altra minoranza, diretta da Anita Fetz (PS/BS), sosteneva invece il progetto ancor meno generoso del Consiglio federale, che preconizzava di destinare rispettivamente 1,730 e 10,985 miliardi di franchi. Questa proposta è stata però nettamente respinta con 28 voti contro 4 e 9 astenuti.

Nel suo messaggio al Parlamento il Consiglio federale aveva fissato a 13,278 miliardi il limite massimo delle spese per l'agricoltura per gli anni 2018-2021, ossia 514 milioni in meno rispetto al periodo 2014-2017. Il Governo aveva precisato che questa riduzione è dovuta principalmente al Programma di stabilizzazione 2017-2019.

Dal canto suo il Nazionale si era detto favorevole a stanziamenti pari a rispettivamente 798 milioni di franchi (miglioramento produzione e misure sociali), 1,738 miliardi (promozione produzione e smercio) e 11,256 miliardi (pagamenti diretti).

Il dossier ritorna ora alla Camera del popolo.