Il protocollo rafforza il quadro giuridico internazionale chiedendo ai governi di prendere misure per prevenire il lavoro forzato od obbligatorio, di proteggere le vittime e assicurare loro l'accesso ai meccanismi di ricorso e di risarcimento, si legge in un comunicato governativo odierno.
L'eliminazione di questo fenomeno, che riguarda circa 21 milioni di persone nel mondo, è una delle maggiori sfide del ventunesimo secolo e anche la Svizzera vuole dare il suo contributo, ha spiegato il presidente della Confederazione Johann Schneider-Amman.
L'udc, per bocca di Yvette Estermann (LU), ha chiesto invano la non entrata in materia: "gli obiettivi del protocollo sono lodevoli ma del tutto irrealistici", ha affermato. La lucernese, temendo eventuali futuri nuovi obblighi, ha inoltre ritenuto inopportuno approvare il testo, malgrado la Svizzera applichi già le disposizioni in esso contenute.
Il dossier va al Consiglio degli Stati.