Abate rilevava che oggigiorno non è necessario provare la fondatezza di un credito. Non di rado un precetto esecutivo diventa un'arma di ricatto e quel che è peggio è che il registro in cui viene iscritto può essere consultato per cinque anni.
A una persona oggetto di un simile provvedimento può essere, per esempio, negato l'affitto di un appartamento o un lavoro. Ciò può avere conseguenze nefaste quando il soggetto di un precetto è una piccola impresa cui non viene concesso un credito bancario proprio per questo fatto. Opporsi a simili precetti ingiustificati è possibile, ma le procedure sono lunghe e costose.
Per questo motivo le camere hanno deciso di limitare la pubblicità data a un procedimento esecutivo. La soluzione adottata prevede che gli uffici non debbano informare i terzi circa procedimenti esecutivi per i quali, dopo una richiesta del debitore, i creditori non abbiano fornito entro 20 giorni la prova della fondatezza del credito.
Il dossier torna al Consiglio degli Stati per una divergenza minore.